“Un Caffè, un Verso”
Conclusa Ottava Edizione del Progetto tenutasi nella Sala Consiliare di Piano di Sorrento
La Sala Consiliare del Comune di Piano di Sorrento, la sera del 5 giugno u.s., sembrava respirare insieme ai presenti.
Le luci morbide, il legno caldo, il silenzio attento: tutto contribuiva a creare un’atmosfera sospesa, come se il tempo avesse deciso di rallentare per lasciare spazio alle parole.
L’Ottava Edizione di “Un Caffè, un Verso” stava per chiudere il suo cerchio, e nell’aria si avvertiva la consapevolezza di essere parte di un momento che non si ripete.
A prendere la parola per prima è stata Letizia Caiazzo, Presidente dell’Associazione Ars Harmonia Mundi e ideatrice del progetto.
La sua voce, ferma ma attraversata da un’emozione autentica, ha ripercorso otto anni di incontri, di versi condivisi, di vite che si sono sfiorate e riconosciute attraverso la poesia.
Accanto a lei, il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Giovanni Iaccarino, presenza istituzionale ma anche compagno di viaggio, che ha sottolineato il valore culturale e umano che il progetto ha portato alla città.
Non era una semplice chiusura: era un passaggio di testimone. Letizia lo ha detto con chiarezza e dolcezza: questo ciclo si conclude, ma la poesia continuerà a camminare.
Altri progetti nasceranno, altre voci si intrecceranno, altre pagine si riempiranno di significato. Perché “Un Caffè, un Verso” non è mai stato solo un appuntamento culturale: è stato un modo per guardare la vita con più lucidità, più gentilezza, più coraggio.
Poi è arrivato il momento dei versi.
Uno dopo l’altro, i partecipanti hanno letto le poesie nate durante l’anno, ognuna accompagnata da un frammento di riflessione, un ricordo, un sorriso.
I temi affrontati — il tempo che sfugge, la cura come rivoluzione, la nostalgia del futuro, l’identità che si sfoglia — hanno preso forma nella sala come fili sottili che si intrecciavano, creando una trama comune. La poesia, in quella stanza, non era un esercizio solitario: era un gesto collettivo, un modo per riconoscersi e riconoscere l’altro.
A catturare ogni istante, come sempre, c’era Annalisa Gargiulo, con la sua macchina fotografica che non si limita a scattare, ma ascolta, osserva, restituisce. Le sue immagini sono diventate negli anni la memoria visiva del progetto, un archivio di emozioni che continua a crescere.
L’atmosfera era densa e lieve allo stesso tempo. Si percepiva la gratitudine dei partecipanti, la stima verso la Presidente, il senso di appartenenza a qualcosa che ha saputo portare luce anche nei giorni più difficili. Il Vice Sindaco ha parlato di arricchimento culturale, ma ciò che si respirava era qualcosa di più profondo: un arricchimento umano, fatto di ascolto, di condivisione, di piccoli gesti che diventano ponti.
Il momento più toccante è arrivato con la consegna degli Attestati di Merito.
Letizia li ha distribuiti uno a uno, accompagnandoli con un sorriso, un abbraccio, una parola gentile. Era un rito semplice, ma carico di significato: un modo per dire “ci sei stato”, “hai contribuito”, “questa storia è anche tua”.
E come accade nelle storie più belle, la serata non è finita con l’ultimo applauso.
Il gruppo si è spostato al ristorante Tre Arcate, in Piazza Cota, dove la poesia ha cambiato forma senza perdere intensità.
Attorno ai tavoli, tra piatti condivisi, risate improvvise, racconti che si intrecciavano, la poesia si è trasformata in convivialità.
La poesia si è fatta altra poesia: quella dello stare bene insieme, del sentirsi parte di una comunità, del riconoscere che la bellezza non è solo nei versi, ma anche nei gesti, nelle presenze, nelle serate che non si vorrebbero far finire.
Così si è chiusa l’Ottava Edizione di “Un Caffè, un Verso”: non con un punto, ma con una virgola. Perché la poesia, quando nasce dall’incontro, non si conclude: continua a camminare, a trasformarsi, a vivere nelle persone che l’hanno attraversata.
Vincenzo Fiore
