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Tempo di Poesia 2025 di Elena Saviano

Venerdì 15 novembre ore 17.00 presso la Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, via Terrasanta, 82 Palermo si terrà la presentazione dell’agenda poetica Tempo di Poesia 2025 di Elena Saviano.

L’agenda “Tempo di Poesia” è un appuntamento con la poesia consolidato negli anni e si propone anche quest’anno come unione di 12 poeti contemporanei e 12 poeti classici.

Versi meravigliosi che, come negli anni precedenti hanno accompagnato i lettori nel quotidiano, cosi continueranno a farlo per il 2025.

Il progetto nasce nel 2013 con l’intento di condurre a spasso per un anno le poesie di autori che pensano – mi dichiara l’ideatrice dell’agenda Elena Savianoche la poesia sia momento sublime di esternazione dell’anima.

L’idea – aggiunge Saviano – è generata dall’esigenza di ampliare il verso  poetico dei   poeti  contemporanei non dimenticando i poeti classici.

Fiore – Come sono stati scelti gli autori?

Saviano – Gli autori che la compongono sono stati scelti in base allo stile, all’emozione, al sentimento, alla ragione che tutto conduce al cuore, rispettando lo stile personale dei poeti contemporanei nel linguaggio e nella disposizione dei versi che ne hanno definito un modus originale ed interessante.  

La scelta dei poeti classici e del loro linguaggio poetico ben si sposano con i linguaggi diversi dei poeti contemporanei: insieme costruiscono un meraviglioso ponte di pura espressione linguistica.

Fiore – Perché i poeti e non gli scrittori?

Saviano – La musicalità dei versi riesce a trasmettere concetti e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.

L’universale che incontra il particolare. Il vento, il sole, la libertà, il mare, la natura, volàno di esistenze, di miserie umane, di riflessione e di tutto ciò che è uomo e donna nella creazione dell’universo.

L’amore espresso in poesia, unico elemento salvifico.

Il mio intento grazie alla complicità e alla collaborazione dei poeti che sono stati scelti ed inseriti in questa agenda rappresenta un modo per ricondurre al centro della cultura il vero senso della poesia nell’incontro  con l’altro.  

Fiore – Un’agenda-libro da conservare?

Saviano – Assolutamente sì! Un’agenda che  diviene alla fine dell’anno un libro   antologico da conservare e rileggere quando se ne ha voglia.

Fiore – Tre tue poesie dell’agenda “Tempo di poesia” in anteprima per i lettori di ScrepMagazine…

Saviano – Eccole!

​LA SERA DI DIO

Testimonia il tempo

giunto da lontano

soffia nell’anima

nel sorriso di un bimbo

nel volto di una donna.

Distilla pace

con acini succosi

sparsi come miele

su esistenze confuse.

La sera di Dio

cosparge lucciole

nel viale dell’amore

addolcisce pistilli per le api.

UMANITÀ

Il respiro della terra

inumidisce fiori

cresciuti nel nulla

caduti in un bosco

dove la bellezza ingoiata

dalla melma

affidava l’essenza a cristalli

impuri.

La parola lieve

sull’umanità

traduce sabbia

sgomenta dal dolore

della disumanità.

E crebbe l’uomo

sulla rupe della sua ombra

a cercare ancora le stelle.

Umanità

parola abusata e mai concessa

alla sua vita.

Davanti

la valle rischiarata impera.

FUTURO

Come ali di farfalle

il futuro tracciato

su pistilli di orchidee

segnano voli schizzati

cellule piccole

lasciate vagare

su menzogne dissipate

il silenzio non ha

sentito le risposte umane

tradite da musiche

trascinate note su spartiti

caduti nel vuoto.

Futuro che senti arrivare

venti propizi non hai smesso

di volere bene all’uomo.

Al corrente di una causa

scatenata nel delitto

di un mondo avariato

che ritrova respiro.

La rugiada travasa linfa

e profuma vie infinite.

Futuro innocente

negli occhi intemperanti

che non dimenticano

ma che amano nel grembo la natura.

Futuro eccoti!

Fiore – Perché questa scelta?

Saviano – … perché  mi danno la sensazione e la voglia di guardare oltre il finito di un mondo sempre più smarrito nella crudeltà, nella violenza, nella sopraffazione, dove la guerra è l’unica parola riconosciuta.

È necessario che l’uomo ritrovi la via della possibilità, del dialogo, dell’affermazione della dignità. Fermarsi ad ascoltare, per riconoscere non solo “l’io”, ma “l’altro” in modo che possa nascere la speranza  di ritrovare nella poesia le parole che mancano.

Vincenzo Fiore

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