Siamo ad una svolta sul mistero della morte di Hitler?
Adolf Hitler è realmente morto suicida nel suo bunker a Berlino il 30 aprile 1945?
Oppure, come molti gerarchi nazisti, era riuscito a fuggire in Sudamerica prima dell’arrivo dei russi vivendo lì ancora per tanti anni? Abbiamo visto un pò tutti i video jmandati in onda in tv in vari programmi televisivi in cui si mostravano persino le case in cui il presunto Hitler viveva. Ma accanto alle tante storie nate sulla fine del capo del nazismo ecco la novità dopo il lavoro del reporter francese Jean-Christophe Brisard e della sua collega russa Lana Parshina.

I due, dopo circa due anni di trattative con le autorità russe, sono riusciti a entrare nella sede dei servizi segreti russi, ed hanno fatto esaminare i resti di Hitler da un nuovo medico legale. I denti di Hitler sono custoditi in una scatola per sigari mentre le ossa del cranio sono in una scatola per floppy disk.

Smentendo la teoria e il lavoro di qualche anno prima fatto dall’ équipe americana che aveva espresso dubbi sull’autenticità del cranio di Hitler, i tre sono giunti alla conclusione che i resti da loro esaminati sono propri i suoi. Ciò che rimane dei denti, oltre a non presentare tracce di alimentazione carnivora perchè Hitler era vegetariano, sono compatibili con il dossier medico fornito dal dentista di Hitler.

Quelli trovati nel bunker nel corpo carbonizzato sono quindi denti di Hitler? Controllando i resti del cranio risulta che la morte sopraggiunse per un colpo di pistola alla tempia, non alla bocca come qualcuno aveva ipotizzato infatti nei denti non sono state trovate tracce di sparo.
Anche Stalin contribuì ad alimentare la tesi di una morte misteriosa di Hitler. Il leader russo mentì a Churchill dicendo che ignorava il luogo di sepoltura del capo del nazismo. In realtà era in possesso di documento, nel quale i servizi segreti indicano il luogo esatto dove è stato sepolto Hitler, a pochi chilometri da Potsdam. Mistero risolto? 

Simona Bagnato 

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Simona Bagnato
Nata e vissuta in Calabria, sono diplomata al Conservatorio in chitarra classica e laureata in Giurisprudenza. Ho scelto di abbracciare l'arte e la didattica musicale. Insegnante nei licei musicali, ho partecipato a numerose rassegne nazionali di musica classica, in alcuni casi classificandomi al primo posto. Compositrice e scrittrice, sono da sempre attivamente impegnata in difesa di diritti umani e civili. Ho militato in Amnesty International ed oggi in Arcigay sezione di “Lamezia-Catanzaro-Vibo”. Ho abbracciato con entusiasmo il progetto “SCREPmagazine” già dai suoi primi albori. Mi piace l'essenza delle cose e condividerla.

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