“Gli anni trascorsero dolcemente nei 3 palazzi e 4 giardini che Suddhodana aveva dato al figlio. Un giorno questi, Budda, mentre passeggiava con il fedele Chan, volle cambiare strada e incontró un corteo funebre. Chiese a Chan “Perchè mai soffrono questi uomini?” – E Chan rispose “- È la vita mio Signore”.

La conoscenza della vita presuppone anche quella del dolore.

Noi conosciamo tramite quello che ci proviene dall’esterno.

Una grande responsabilità alla nostra conoscenza è da attribuirsi ai mezzi di comunicazione diretti e indiretti, come la televisione che può rivelarci una realtà ideale e fatata quindi falsata, anche se non esiste.

Ma da diversi anni la tivvù giornalmente ci mette davanti alla cruda realtà delle città e della provincia italiana.

E ci mostra senza filtri ad ogni ora del giorno omicidi, fratricidi, tragedie familiari e adulterine.

E noi siamo attratti da questo tipo di televisione.

Lo spazio che le televisioni dedicano alla cronaca, non solo quella nera, è seguitissimo, la reunion di Albano e Romina a Capodanno è nulla in confronto.

Di positivo c’è che da diversi anni, i talk portano a conoscenza storie di degrado come quella che arriva da Bari…

È  la storia di due fratelli, Lello e Angela, che hanno vissuto nel degrado totale per anni senza che nessuno facesse qualcosa per loro.

Caso che è diventato di interesse nazionale dopo che la trasmissione di Mediaset, condotta da Federica Panicucci, Mattino5, ha smosso l’interesse della gente e delle istituzioni su una vicenda che alcuni giornalisti avevano già denunciato invano.

I due fratelli hanno vissuto per anni in condizioni disumane, al buio, senza, gas, tra feci, topi e sporcizia.

In molti si sono fatti avanti per dare una mano quando il caso è scoppiato televisivamente, la bonifica di casa è iniziata ieri e i due fratelli sono stati ospitati in una comunità.

Le cause di tutto ciò sono la fragilità psicologica e problemi di alcolismo, ma come i fratelli di Bari, molti italiani restano invisibili agli occhi della nostra comunità.

Angela e Lello per anni sono stati quasi prigionieri in un condominio, dimenticati nell’indifferenza.

Prigionieri nel cattivo odore del loro appartamento. La spazzatura ha ricoperto ogni cosa, i pochi arredi, le pareti, il pavimento.

Sul pavimento i due hanno fatto anche i bisogni.

Ora che sono stati allertati i servizi sociali spero che venga ridata dignità a queste due persone con cui la vita non è stata molto generosa.

Angela, raccontano alcuni conoscenti, veniva picchiata dalla mamma che era alcolizzata, sin da bambina.

Ma soprattutto bisogna squarciare il velo d’indifferenza che ha permesso che queste due persone finissero sole e dimenticate da tutti, parenti compresi, a vivere tra rifiuti, insetti e topi.

Se fosse ancora in vita, Giovanni Verga, ne potrebbe trarre ispirazione per una delle sue opere.

Angela Amendola

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