TIC TAC: MISURARE IL TEMPO SI PUO’ ?

L’orologio non è solo un accessorio ma è anche uno strumento indispensabile per la gestione del proprio tempo.

Siamo così abituati a organizzare il nostro tempo che farne a meno è praticamente impossibile.
Crono, che in greco vuol dire Tempo, è una antichissima divinità legata al mito della creazione.

Egli è il più giovane dei Titani, nato da Gaia (Madre Terra) e da Urano (Cielo), che aveva la strana abitudine di scaraventare agli Inferi i propri figli appena nati.

MA CRONO FU PIU’ FURBO

Infatti con la falce datagli da Gaia, Crono evirò il padre e fu così che la falce passò nelle mani del Tempo (si noti come nel corso degli anni la falce é diventato il simbolo della morte, naturale traguado al passare del tempo). I romani identificarono Crono con il loro Saturno, che mangiava i figli appena nati, finché non fu ingannato da una pietra fasciata inghiottita al posto del piccolo Giove.

I TENTATIVI DI MISURARE IL TEMPO: LA MERIDIANA 

Già l’uomo primitivo per necessità divise il tempo osservando la luna che ogni 28 giorni ritorna nella stessa posizione. Nel 3.000 a.C., a dividere il giorno in 24 ore furono i sacerdoti babilonesi mentre i primi veri e propri strumenti di misurazione del tempo li dobbiamo agli egizi che usavano la meridiana. La meridiana era composta da un paletto conficcato nel terreno che, a seconda della posizione del sole, proiettava l’ombra dello stesso paletto sul terreno, dando così la possibilità di capire in quale momento della giornata si era giunti.

Essa nei secoli subì notevoli migliorie.

Si iniziarono a stabilire sul terreno delle presunte fasce di tempo riconoscibili da tutti, per poi essere trasferita dal terreno ai muri delle case, sui campanili delle Chiese e in qualsiasi altro luogo dove poteva essere vista facilmente.

Ma aveva come inconveniente l’impossibilità di poter stabilire l’ora in assenza del sole.

L’OROLOGIO AD ACQUA E LA CLESSIDRA

Sempre agli egizi risale l’invenzione dell’orologio ad acqua, vaso da cui l’acqua sgocciolava da un foro. L’ ora veniva determinata in base alla quantità d’acqua che rimaneva nel vaso. Presso gli antichi greci il tempo riservato a ciascun oratore nell’agorà era misurato da clessidre. La stessa clessidra in origine era caratterizzata dalla fuoriuscita dell’acqua, da un contenitore a forma di cono, raccolta in un recipiente sottostante dando così la possibilità di poter “misurare” il livello raggiunto dall’acqua caduta.

Più famosa e conosciuta è quella a sabbia, con struttura è caratterizzata da due contenitori a forma conica collegati tra di loro, nel punto più stretto, per permettere il passaggio della sabbia, contenuta all’interno della struttura a doppio cono, da un contenitore all’altro.

Gli arabi perfezionarono meridiane e clessidre meccaniche con un sistema di pesi e contrappesi. Esempio è l’orologio dato in regalo dal califfo Harum-al-Rachid all’imperatore Carlo Magno.

OROLOGI MONUMENTALI e OROLOGI MECCANICI MOBILI

I bizantini divennero famosi per i loro orologi monumentali e per gli esemplari idraulici a olio. Il tempo era misurato in base alla durata della combustione. Famoso l’orologio idraulico, con uccelli meccanici cantanti, che svettava sulla torre dell’ippodromo di Costantinopoli.

L’orologio meccanico risale al Medioevo e venne costruito, attorno al 1200, per il campanile di una chiesa. Intorno al 1500 l’orologeria mobile inizia a diffondersi. Si trattava di orologi indossati come collana con un ciondolo, al collo. I primi modelli erano dunque solo per signore.

Nacquero in questo periodo anche i primi orologi con la sola lancetta delle ore.

IL PENDOLO

Nel 17° secolo, grazie a Galileo Galilei e all’olandese Huygens viene applicato il pendolo agli orologi. I primi pendoli erano costituiti da una barra, di legno o di metallo, tenuta ferma ad una estremità e libera all’altra, dove era collocato un peso che serviva ad effettuare delle tarature per settarne la precisione in base all’ampiezza del moto.

IL MOVIMENTO “A SCAPPAMENTO”

E GLI OROLOGI DI LUSSO

Intorno al 1670 un nuovo meccanismo denominato “a scappamento” sostituirà il meccanismo del moto alternato del pendolo con il moto rotatorio prodotto da una corona. Lo stesso Huygens ideò un sistema costituito da un bilanciere con molla a spirale: nascevano gli orologi da tasca.
Datato 1868, il primo orologio da polso fu costruito dall’ azienda svizzera di orologi di lusso Patek Philippe.

Il primo orologio da polso per uomini, noto come il “Santos”, fu opera del francese Louis Cartier, datato 1904, per il suo amico aviatore Dumont. Quando Cartier divenne popolare, iniziò a vendere orologi anche alla clientela maschile. Prima di allora gli uomini utilizzavano solo orologi da taschino.

GLI OROLOGI AL QUARZO E DIGITALI

In seguito seguiranno gli orologi elettrici tra cui quelli al quarzo, inventato da W. Horton e W. A. Morris.

In questi orologi la misura del tempo è determinata dalle oscillazioni di un cristallo al quarzo mentre il primo orologio da polso con display digitale risale al 1971.
Durante la prima Guerra Mondiale, gli ufficiali degli eserciti constatarono che, durante una battaglia, era più comodo dare uno sguardo al polso piuttosto che estrarre l’orologio dalla tasca. I capi di stato maggiore decisero di fornire a tutto l’esercito degli orologi da polso. L’orologiaio Girard Perregaux produsse un orologio con una grata sul vetro di protezione proprio per uso militare.

Con l’utilizzo della batteria nell’orologio da polso, venne prodotto il modello Seiko Quartz 35SQ Astron. Il primo orologio elettronico fu sviluppato dalla Bulova, l’Accutron, grazie all’invenzione dell’ingegnere elettronico svizzero Max Hetzel, basato su un dispositivo a diapason ed entrò in commercio nel 1960.

Da non dimenticare gli orologi a movimento automatico inventati dalla Rolex. 

Molto gettonati, sportivi, accessibili e collezionabili, un accenno va fatto anche agli Swatch, molto popolari fra gli adolescenti negli anni ottanta.
Con lo sviluppo dell’elettronica e la riduzione dei prezzi divennero popolari gli orologi digitali, che mostrano l’ora direttamente con cifre.

GLI OROLOGI AUMENTANO LE LORO FUNZIONI

Il primo orologio digitale fu il prototipo Pulsar, realizzato dalla collaborazione tra Hamilton Watch Company e Electro-Data negli anni settanta. Con lo sviluppo tecnologico, un microprocessore venne inserito negli orologi da polso, includendo tante funzioni tra cui il cronografo all’inizio mentre adesso hanno dentro di tutto, perfino il telefono cellulare!

Diverse aziende hanno provato a realizzare orologi da polso con funzioni anche da computer: l’IBM ne ha realizzato un modello in grado di fare girare Linux. Parliamo dell’evoluzione del tradizionale orologio da polso, arricchito da funzionalità proprie di PC e cellulari: gli smartwatch.

Tra i maggiori produttori di orologi da polso figurano da sempre Italia, Svizzera, Francia, Germania, Giappone, U.S.A. e dai primi anni di questo secolo pure la Cina.
Gli orologi sono a volte oggetti di grande valore soprattutto se decorati con metalli e pietre preziose.

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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