Sara e le altre: un amore a Parigi

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Parigi quel giorno si era svegliata sotto una pioggia incessante. Gli ombrelli colorati davano un tocco di vivacità alle strade, come fiori in un campo, mentre i passanti, avvolti nei loro cappotti e cappelli camminavano svelti sui marciapiedi bagnati.

In una piccola caffetteria lungo la “rue de Rivoli”, Jeanne si era rifugiata dal forte acquazzone. Le pareti del locale erano ricoperte di specchi, che riflettevano la luce delle candele, e così creavano un’atmosfera accogliente.

Il profumo di caffè appena macinato, si mescolava a quello dei croissant ancora caldi, appena sfornati, avvolgendo tutti quelli che entravano nel bar. Seduta a un tavolino vicino alla vetrina, Jeanne osservava la pioggia cadere incessantemente.

Le gocce d’acqua scivolavano lungo il vetro, creando un velo che deformava la vista della strada e dei passanti. In quel momento, la caffetteria era diventata un mondo a parte, un rifugio temporaneo dal caos quotidiano della città durante il temporale.

Accanto a lei, un uomo anziano sedeva con un libro posato sul tavolino, sorseggiando un caldo tè al limone. Jeanne si chiese quale fosse la sua storia, se avesse trovato l’amore negli anni passati o se avesse vissuto avventure straordinarie.

La sua mente vagava, immaginando vite parallele, destini intrecciati e grandi amori.

La porta del caffè si aprì con un tintinnio, e un giovane uomo entrò, scuotendo l’ombrello fradicio d’acqua che bagnò il pavimento di colore azzurro. Il suo sorriso illuminava il volto, e i suoi occhi incrociarono quelli di Jeanne. Era un incontro casuale, ma in quel breve istante sembrava che il tempo si fosse fermato.

Il giovane si avvicinò al bancone e ordinò un espresso. Poi, come se guidato da un impulso misterioso, si sedette al tavolino di fronte a Jeanne. Un sorriso timido si formò sulle loro labbra e, dopo un cenno del capo a mò di saluto, si presentò.

Jeanne e il giovane di nome Mathieu, iniziarono a chiacchierare amichevolmente. Parlarono di tutto, dai loro lavori alle passioni nascoste, condividendo risate e momenti di riflessione. La pioggia continuava a battere sui vetri, come una colonna sonora che accompagnava la loro conversazione.

Il tempo volava, e presto il caffè si riempì di altre persone alla ricerca di un riparo dal temporale. Jeanne e Mathieu persero la cognizione delle ore, immersi in quel mondo a parte che avevano creato. Quando finalmente si resero conto dell’ora, il cielo si era ormai oscurato, e le luci della città brillavano come stelle sulla Senna.

Mathieu propose di fare una passeggiata sotto la pioggia, e Jeanne accettò con entusiasmo.

Uscirono dal caffè, e l’aria fresca li avvolse. Camminarono lungo la riva del fiume, osservando i riflessi delle luci che danzavano sulla superficie dell’acqua.

Ogni tanto, si fermavano sotto un albero o un cornicione per ripararsi dalla pioggia più intensa, e in quei momenti, le loro risate riempivano l’aria. Mathieu raccontò a Jeanne di come, da bambino, amava giocare sotto la pioggia, costruendo piccole barche di carta che lasciava scivolare nei rigagnoli. Jeanne condivise con lui i suoi sogni di scrittrice, e di come Parigi fosse sempre stata una fonte di ispirazione per lei.

Arrivarono infine davanti a una piccola libreria, con la vetrina illuminata e i libri disposti con cura sugli scaffali. Mathieu sorrise e propose di entrare.

La libreria era un luogo magico, con il profumo della carta e l’atmosfera tranquilla che solo un tempio della lettura può offrire. Esplorarono insieme le varie sezioni, scoprendo libri che avevano amato e altri che desideravano leggere.

Mathieu trovò un vecchio libro di poesie francesi e ne lesse alcuni versi ad alta voce, la sua voce calda e rassicurante che riempiva lo spazio. Jeanne, seduta su uno sgabello, lo ascoltava incantata, sentendo il cuore battere più forte. Era un momento perfetto, di quelli che restano impressi nella memoria.

Quando la libreria stava per chiudere, decisero di tornare al caffè per un ultimo drink. Sorseggiarono un vino rosso, brindando alla serata e ai momenti condivisi. La pioggia, infine, cominciava a diminuire, e il cielo si schiariva, lasciando intravedere le prime stelle della notte.

In quella notte parigina, sotto la magia della città e della pioggia, Jeanne e Mathieu sapevano di aver trovato qualcosa di speciale. Un incontro casuale che aveva cambiato le loro vite, un momento di connessione che, forse, sarebbe durato per sempre.✍️

Angela Amendola

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