… Mirella fece rientro al lavoro ed io, malgrado mi sentissi in colpa, cercai di fingere che tutto andasse bene.
Ella si lamentava che Alessandro, in quei giorni, era stato poco presente e mi confidò che avvertiva dentro di sè un senso di vuoto come se dovesse accadere qualcosa di brutto. 
Pensò che un suo allontanamento era incombente poichè ripetute volte le aveva detto che avrebbe voluto riconciliarsi con la moglie per poter stare con i figli.
Cercai di tranquillizzarla che tutto si sarebbe risolto, al meglio, e dentro di me rimuginavo che la relazione segreta tra me ed Alessandro sarebbe dovuta cessare.

 
Quella mattina fu costante nel telefonare a Mirella ed intrattenere la conversazione, a tre, con battute ironiche che rallegravano Mirella, al contrario di me che mi sentivo a disagio e inadeguata.
Quella giornata fu interminabile e alla sera tornai a casa. 
Alessandro, quel giorno non si era fatto vedere e dopo la mezzanotte, momento in cui aveva salutato Mirella, mi telefonò dicendomi che aveva voglia di vedermi e sarebbe passato a prendermi per portarmi in casa sua. 
Inizialmente avevo rifiutato ma il suo insistere e il suo modo di coccolarmi e desiderarmi mi fece cedere e nel giro di poco tempo ci ritrovammo in casa sua avinghiati l’uno all’altra da una passione travolgente. 


Mi distese nel suo letto e cominciò ad accarezzarmi con molta delicatezza quasi fossi un petalo di rosa liscio e velutato. Mi chiamava cucciolo, forse perchè aveva intuito che avevo bisogno di protezione ed infatti quando stavo fra le sue braccia, mi sentivo protetta.
Quella notte dormii da lui e facemmo l’amore ripetute volte ma prima che albeggiasse, al primo chiarore del crepuscolo mattutino, andai via per evitare eventuali disagi. 
Non mi sarei mai voluta distaccare da lui! 
Dormire abbracciati e rannicchiati con le sue braccia attorno alla mia vita era una sensazione molto bella, paradisiaca.
Tornai a casa e quella mattina mi dedicai totalmente a mio figlio con il quale, solitamente, stavo pochissimo. Era il mio giorno libero e così mi dilettai a preparargli un pranzetto speciale accompagnato dai dolcetti che avevo acquistato al mattino presto in un bar che faceva orario no stop.
Le giornate si alternavano una dopo l’altra e mentre fra me ed Alessandro proseguiva a gonfie vele, Mirella si sentiva, da lui, sempre più allontanata ed una sera volle organizzare un’uscita invitando anche me. 


Vedere lei che lo baciava e si strrusciva mi fece andare fuori di testa e mentre all’inizio fingevo che tutto andasse bene, all’improvviso divenni pallida e piena di rabbia e, senza rendermene conto, mi girai verso di lui e a voce alta gli dissi
<<Basta… è finita!>>
Attorno a noi si creò un silenzio pesante ed imbarazzante. A quel punto Mirella non esitò a mollargli uno schiaffo e si allontanò.
La mia reazione era stata alquanto lampante. Ella aveva intuito e lesta, lesta, quasi volesse scomparire dalla faccia della terra, era fuggita via.
Mi apprestai a seguirla, avrei voluto spiegarle, giustificarmi, ma in un lampo scomparì con la sua macchina, accellerando a tutto gas.
Ero dispiaciuta ma allo stesso tempo provavo un senso di sollievo. La farsa era finita ed era giunto il momento di mettere le cose in chiaro.”

La nostra Sofia, protagonista di questa storia, a questo punto ha interrotto il suo racconto perchè fu al mattino seguente che io la incontrai, quando stava recandosi al lavoro ed ebbe un malore accasciandosi per terra con il rischio di essere investita. Fui proprio io, se ben ricordate, a soccorrerla e ed accompagnarla a casa. Evidentemente il suo stato d’animo, dato gli avvenimenti, in quella mattina era a pezzi.
Inutile raccontarvi la precedente trama perchè se siete giunti a questo punto della lettura è ovvio che avete già letto. 
Posso dirvi che tra Sofia e me si è instaurata una bellissima amicizia e a distanza di anni, oggi è felicemente sposata con Alessandro dal quale ha avuto una bimba che oggi ha compiuto 3 anni. 
Il figlio maggiore si è laureato in farmacia, lavora, già, presso una grande casa farmaceutica e a breve convolerà a nozze.
Mirella, l’amica-nemica, dopo poco tempo dell’accaduto ha cambiato call center allontanadosi definitivamente sia da Alessandro che da Sofia facendo perdere le sue tracce.
Spero che questa storia vi abbia catturati ma soprattutto vi abbia fatto comprendere che nella vita le cose accadono nei momenti più impensati. 
<<Mai dire mai!>>
Mai abbattersi e lottare, lottare sempre perchè prima o poi qualcosa di bello la vita ci riserverà e quando vi è la felicità di mezzo bisogna essere egoisti e pensare più a se stessi che ad altri.

Grazia Bologna

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Grazia Bologna
Mi chiamo Grazia Bologna e vivo a Palermo. Affascinata sin da piccola dallo scrivere, ho partecipato a vari concorsi di Poesie. Nell’ultimo - “Canti a lu Ventu” - dell’Aprile 2018, ho avuto un riconoscimento particolare con la mia Poesia “L’Attesa”. Imprendidtrice in attività di Call Center nel ruolo di “Guidance Counselor”, ho condotto trasmissioni televisive e radiofoniche in emittenti regionali private per trattare le varie problematiche legate alla famiglie. Da Marzo 2018 collaboro con “SCREPmagazine” curando la rubrica “Racconti di vita vissuta”.

2 Commenti

  1. SPERO TU NON ABBIA VOLUTO CHIUDERE PER ACCONTENTARMI, QUESTA BELLA STORIA HA UN LIETO FINE GRAZIE GRAZIA STUPENDA

  2. No, Giancarlo! Richiedeva questa conclusione per far comprendere a chi legge che a volte bisogna lasciarsi perdere nei propri errori… E’ proprio da lì, che a volte nascono le storie più belle!

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