… Che voce stupenda udii all’altro capo del telefono! Una voce calda e suadente.
Mi disse di chiamarsi Enrico e con molto impaccio mi accartocciai mettendo la mano davanti al microfono del telefono dicendogli di chiamarmi Vanessa e cominciai a descrivermi: alta, mora, capelli lunghi, occhi cerulei, molto formosa con un seno prorompente. 
Alla mia descrizione il tizio volle sapere che taglia di seno avessi ed io risposi di avere una quinta pensando di coinvolgerlo di più. 


Non so come ebbi la prontezza di rispondergli, ma avere ascoltato la conversazione della collega, in precedenza, mi aveva dato lo spunto per intattenere l’interlocutore in una conversazione alquanto spinta. 
Parlavo con voce soffocata ed Enrico, più volte, mi chiese di alzare il timbro della voce, ma ero troppo imbarazzata alla presenza della respnsabile che al contrario di me,  parlava, rideva, scherzava con l’utente e contemporaneamente metteva lo smalto alle unghie.
Sembrava quasi un divertimento, per lei! 
Svolgeva quel lavoro con molta naturalezza e ogniqualvolta cessava la conversazione, lanciava a chicchessia, parolacce di sgomento e lo mandava a farsi fottere! Linguaggio molto scurrile per me che non ero abituata ma allo stesso tempo mi sentivo divertita ed incoraggiata.
Che situazione strana! Non avrei mai immaginato potessi trovarmi, un giorno, in una circostanza del genere. E’ propiop vero, nella vita non bisogna mai dare nulla per scontato e soprattutto non bisogna giudicare gli altri senza conoscere le circostanze che, a volte, possono indurre a fare determinate scelte.


Il primo giorno lo superai a pieni voti, malgrado il mio disagio, e ne vennero altri ed altri, ancora, e nel frattempo avevo conosciuto altre colleghe con le quali avevamo instaurato un bellissimo rapporto, in particolare con una di nome Mirella, in arte Luana, con la quale ci trovammo, sin da subito, in perfetta sintonia cominciando a scambiarci confidenze diventando ottime amiche. Spesso avevamo lo stesso turno e ciò ci permetteva di legarci sempre di più.
Era sposata da appena sei mesi e mi confidò che il suo consorte lo aveva conosciuto tramite questo servizio. Era stato un suo utente particolare con il quale, con il tempo, avendo trasgredito le regole della privacy, erano entrati in confidenza e sintonia tale, da innamorarsi. 
Egli era della Puglia e dopo svariati incontri e un affiatamento sempre più forte, nell’arco di un anno decisero di sposarsi. 
Per lei, Giorgio aveva lasciato la sua terra natale e trasferitosi a Salerno dove aveva trovato il lavoro come cuoco d’albergo, in cui aveva dei turni massacranti che lo tenevano distaccato per intere giornate da Mirella con la quale si ritrovavano alla sera. Per fortuna avevano un giorno libero alla settimana in cui recuperavano.
Ella sembrava innamorata, della sua dolce metà. Per lui aveva lasciato un suo ex storico di nome Alessandro che di tanto, in tanto gli riaffiorava alla mente in quelle giornate uggiose in cui i ricordi, solitamente, prendono il sopravvento.
Lo nominava spesso ed io glielo facevo notare facendole avvertire la mia preoccupazione che prima, o poi, lo avrebbe contattato mettendo a repentaglio il suo matrimonio. 
Purtroppo non la vedevo serena e nemmeno appagata. Quel poco tempo a disposizione con il marito di tanto, in tanto, lasciavano troppo vuoto nelle sue giornate, affinchè un pomeriggio rispondendo al telefono, l’utente che la contattava le disse di chiamarsi Alessandro…

… C O N T I N U A…

Grazia Bologna

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Grazia Bologna
Mi chiamo Grazia Bologna e vivo a Palermo. Affascinata sin da piccola dallo scrivere, ho partecipato a vari concorsi di Poesie. Nell’ultimo - “Canti a lu Ventu” - dell’Aprile 2018, ho avuto un riconoscimento particolare con la mia Poesia “L’Attesa”. Imprendidtrice in attività di Call Center nel ruolo di “Guidance Counselor”, ho condotto trasmissioni televisive e radiofoniche in emittenti regionali private per trattare le varie problematiche legate alla famiglie. Da Marzo 2018 collaboro con “SCREPmagazine” curando la rubrica “Racconti di vita vissuta”.

2 Commenti

  1. non ho la più pallida idea di come andrà a finire certo è che un lavoro così non è appagante

  2. Non lo è assolutamente, immagino! A nessuno piacerebbe trovarsi in una situazione del genere ma se fatto per motivi estremi, è sempre un lavoro che permette di guadagnare. Importante non trascendere.

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