… Malgrado abbia avuto problemi per giungere in quel luogo, arrivai puntuale.
Mi trovai in una stradina internata, circondata da alberi per tutto il viale.
Non mi ero mai trovata in quel posto!


Era una palazzina a tre piani, molto appartata. Non ebbi una bella sensazione, mi sentii attraversata da un brivido lungo la schiena. Malgrado ciò, mi feci coraggio e salii. Mi aprì una ragazza molto carina e cordiale che mi invitò ad accomodarmi nella sala d’attesa, in cui vi erano altre persone che attendevano per avere il  colloquio di lavoro. Aspettammo circa una mezzoretta e attorno a noi si creò molto imbarazzo. Cercai di ammazzare il tempo sfogliando qualche rivista e, finalmente, la ragazza di prima ci fece cenno di seguirla.


Entrammo in una grande stanza dove vi erano delle postazioni, divise da separè, con telefoni e Computer. L’effetto fu gradevole! In quel momento mi sentì risollevata e notai nelle altre concorrenti un’aria soddisfatta . Erano di svariata età, qualcuna anche più grande di me. Improvvisamente, da lontano, si udì la voce di una donna che stava avanzando verso il salone, i suoi passi divenivano sempre più incalzanti, affinchè ci trovammo, innanzi, una donna molto bella, con un abbigliamento che non passava, certo, inosservato, dall’aria austera.


Era vestita in modo provocante… un vestito gessato di color nero, calze a rete, scarpe rosse con tacco stratosferico, una camicia bianca, una scollatura che lasciava intravedere la prosperità del suo seno, un trucco abbastanza sobrio e il rossetto di color mattone molto marcato. Che dire! Un uomo avrebbe esclamato… <<Che pezzo di gnocca!>>
Mentre la osservavo,  cominciò a parlare…
<< Siate le benvenute! Il nostro  lavoro  richiede intraprendenza e molta dialettica. Come avrete notato,  innanzi a voi, vi sono  delle postazioni con Pc e telefoni. Avete mai sentito parlare di chat-line? Semplice! Dovrete crearvi dei profili personali, con foto e dati falsi. Il vostro intento è quello di attirare l’attenzione di coloro che avranno interesse a chattare con voi, farli innamorare ed indurli a telefonare ai nostri numeri 899, per intrattenerli. Più minuti fate, più sarà il vostro compenso.>>
Ma dove mi trovavo? Che ingenua ero stata!!!  Avevo pensato si trattasse di un centro di telefonia per pubblicizzare prodotti di vario genere, ed invece, era un centro di intrattenimento… Che facevo in quel posto? Mi sembrava di stare in una casa di appuntamento. Non vedevo l’ora di dileguarmi!!! Da quello che avevo intuito, ci avrebbe assunte,  tutte. Ovvio! Dove avrebbe trovato donne ingenue disposte a prestarsi  a quel gioco sporco?
Non so le altre, ma io scappai in modo lesto e mi augurai di non rirovarmi più, in quella circostanza.
Che vita balorda! Ero destinata a continuare il mio lavoro, stressante, accanto a quella megera, fuori di testa.
Non mai, quanto in quel momento, avevo avvertito la mancanza del mio Antonio. Egli mi aveva cautelata da tanti pericoli, mi aveva protetta, per anni, ma adesso non c’era più e la mia vita era diventata un inferno.
Quatta, quatta, molto sottomessa e rassegnata tornai a svolgere il mio lavoro di sempre.
Quel pomeriggio la Signora presso la quale lavoravo non stava bene ed era più petulante, che mai.
Mi chiese di rimanere oltre il mio orario di lavoro e dovetti accettare, per non dispiacerla, malgrado la mia grande voglia  di mandarla a quel paese.
Il mio Brando, mio figlio, mi vedeva di rado… Povero caro!
Per fortuna aveva ricevuto una buona educazione e non mi faceva pesare quella mancanza.

Era volenteroso e studioso, ma il più delle volte si annoiava a stare, sempre, da solo.
Fra tante disgrazie, almeno egli mi dava tante soddisfazioni!
Nel mio giorno libero cercavo di stargli vicina e, spesso, andavamo a mangiare una pizza nel locale, molto carino, di un amico di famiglia dove ci rilassavamo ascoltando della buona musica.
Trascorsero i giorni, i mesi  e, non trovando di meglio, continuai il mio solito lavoro affinchè la Signora si aggravò, a causa della sua patologia, e giunse il momento in cui passò ad altra vita, lasciandomi senza lavoro,  in preda alla disperazione…

… C O  N T I N U A…

Grazia Bologna

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Grazia Bologna
Mi chiamo Grazia Bologna e vivo a Palermo. Affascinata sin da piccola dallo scrivere, ho partecipato a vari concorsi di Poesie. Nell’ultimo - “Canti a lu Ventu” - dell’Aprile 2018, ho avuto un riconoscimento particolare con la mia Poesia “L’Attesa”. Imprendidtrice in attività di Call Center nel ruolo di “Guidance Counselor”, ho condotto trasmissioni televisive e radiofoniche in emittenti regionali private per trattare le varie problematiche legate alla famiglie. Da Marzo 2018 collaboro con “SCREPmagazine” curando la rubrica “Racconti di vita vissuta”.

2 Commenti

  1. be imbarazzante trattenere uomini attraverso una ciat ma vedremo che succede nei prossimi giorni morta la vecchia

  2. Assolutamente si, Giancarlo! Penso non sia gratificante, anche se oramai non bisogna farsi scrupoli di nulla. Le donne sono più emancipate e pur di guadagnare, in momenti difficili, come nel caso di Sofia, la protagonista della storia, si adeguano. Un abbraccio e grazie per il tuo gradito intervento!

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