La protagonista del racconto che mi accingo a raccontarvi vive in una città della Campania molto apprezzata ed amata dai turisti ma soprattutto, da me.

La conosco abbastanza bene e la considero la mia seconda casa. 


Fu proprio in uno dei miei weekend nel periodo di Natale in cui mi trovavo a passeggiare sul lungomare di Salerno, addobbato di luci e graziosi mercatini in cui mi soffermavo ad ammirare dei foulards molto belli per la loro particolarità di essere disegnati a mano, che accadde un fatto strano. 
In realtà, in quel momento, mi chiedevo cosa regalare alle mie amiche qualora fossi tornata dalla mia breve vacanza e così, decisi di prenderne un paio. 

Ero molto felice!

Rimanevo affascinata ad ammirare le bancarelle con tutti quegli oggetti particolari e mi estasiavo nell’annusare l’odore dei cibi caratteristici del luogo che si espandeva nell’aria. 
Tutto era pura magia!
Mentre camminavo fui attratta da uno stand di libri a metà prezzo e mi avvicinai incuriosita. 
Li guardai uno, per uno, con attenzione e mentre sfogliavo le loro pagine, mi inebriavo del loro profumo di carta. Nell’attesa di decidermi su quale acquistare, intanto che ero immersa in quell’aria magica, un tonfo mi fece scuotere assieme al grido di una Donna. 
“Cosa era accaduto?”

Era mancato poco che una macchina investisse una passante.
Una donna dall’aria sgomenta con il viso pallido, scura di capelli ed occhi smarriti era distesa per terra, impaurita e sembrava chiedere aiuto.

Tutti immobili ad assistere alla scena senza far cenno ad aiutarla ed io mi chinai verso di lei, porgendole il braccio per farla alzare e con l’aiuto di un altro signore la rimettemmo in piedi.
Mi apprestai a chiederle se avesse avuto un capogiro, un malore, ma ella mi implorava di accompagnarla a casa.

Eravamo entrambe sprovviste di macchina ed allora chiamai un Taxi e ci incamminammo. 

Naturalmente non potevo lasciarla sola e mi prestai a salire con lei per preparale un buon thè che l’avrebbe rimessa in sesto.

Ella accettò senza esitare. 
Fece una doccia, si cambiò d’abito e si distese sul divano dopo avere bevuto il thè in mia compagnia. 
Mi sentivo un po’ imbarazzata, inadeguata.

“Cosa ci faccio qui?” Mi chiesi. 
Come è strana la vita! A volte, senza rendercene conto incrociamo persone che sembra sia il destino ce le metta davanti. 
Vedova da due anni viveva da sola con il figlio di 15 anni. 

La sua casa era tempestata di foto del defunto marito e in un angolino del salone vi era un tavolino con la foto di lui, accompagnata da un lumino acceso. 

Che strana sensazione, sembrava di stare in un cimitero!

Quella stanza mi angosciava ma non potevo intromettermi nella vita di quella donna, ovvio!
Attesi che rientrasse il figlio dalla scuola, lo misi al corrente dell’accaduto, gli lasciai il mio recapito telefonico ed andai via. 
Uscendo  mi sentii rinata. Che angoscia quella casa!
Quella notte non riuscii a prendere sonno pensando a quell’episodio che mi aveva lasciata perplessa. 
La mattina seguente mi ero, appena, alzata per prendere il caffè quando all’improvviso, squillò il telefono. 
Era lei che mi ringraziava e mi invitava a pranzo. 
In un primo momento fui titubante ma il mio istinto altruista mi invogliò ad accettare pensando di poterle essere di conforto.
Francamente quella mattina avrei oziato e, occupare il mio tempo in compagnia, mi avrebbe aiutata a scacciare la monotonia…
Mi preparai, come al solito, molto accuratamente e mi recai dalla donna di cui ancora non conoscevo il nome. 
Appena arrivata suonai il campanello di casa e quando mi aprì rimasi incantata. 

Vidi innanzi a me la figura di una donna bellissima, molto curata con un tubino nero e capelli raccolti con un ciuffo che le scendeva sulla fronte.

Non credevo ai miei occhi, sembrava un’altra persona!

… C O N T I N U A SU SCREPmagazine …

Grazia Bologna

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Grazia Bologna

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