Altro dolce tipico napoletano del Natale è la pastiera. È un dolce tipico del periodo pasquale, ma si mangia anche a Natale. Come gli struffoli, ogni famiglia ha la sua ricetta tramandata da generazione in generazione.
È un dolce ricco di ricotta, grano e canditi molto complicato da fare, ma gradito se fatto in casa.
Pastiera Napoletana
Ingredienti
PER IL RIPIENO
600 gr di ricotta di pecora 500 gr di zucchero 6 uova 600 gr di grano cotto 4 scorza di limone non trattato 4 ml di acqua di fiori d’arancio (2 fialette) 1 gr di vanillina (2 bustine) 200 gr di canditi misti 1 cucchiaino di cannella in polvere 30 gr di burro 400 ml di latte 30 ml di limoncello o di Strega
PER LA PASTA FROLLA
600 gr di farina 6 tuorli d’uovo 300 gr di burro 300 gr di zucchero 1 pizzico di sale

Tempo Preparazione:
60 MinutiTempo Cottura:
60 MinutiDosi:
1 pastiera da 28 cm + 1 pastiera da 22 cmDifficoltà:
ImpegnativaCalorie:
502
Procedimento

Formate una fontana con la farina e metteteci nel centro lo zucchero, il burro a fiocchetti ammorbidito, il pizzico di sale e il primo tuorlo. Cominciate ad impastare, unendo i tuorli uno alla volta fino a che non si assorbono per bene al composto.
Impastate solo per il tempo necessario ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Formate una palla con la pasta frolla e mettetela a riposare per almeno 30 minuti in frigorifero coperta con della pellicola trasparente.
Fate cuocere il grano nel latte a fuoco basso, aggiungendo 30 grammi di burro, le quattro scorze di limone e un cucchiaino di zucchero. Quando il composto diventa cremoso, spegnete sotto il fuoco e lasciate raffreddare.
Amalgamate bene la ricotta, passata prima al setaccio, con lo zucchero. Aggiungete sempre mescolando, i 6 tuorli d’uovo uno alla volta. Tenete le chiare da parte e montatele a neve ferma, vi serviranno dopo. Quindi unite l’acqua di fiori d’arancio, la cannella, la vanillina, il liquore e infine i canditi di zucca e di cedro fatti a cubetti piccoli.
Proseguite aggiungendo tutto il grano ormai freddo, avendolo prima privato delle scorze di limone e in ultimo gli albumi montati a neve. Mescolate fino a rendere l’impasto cremoso e omogeneo.
Riprendete la frolla dal frigo e dividetela mettendone da parte un terzo. Stendete la parte più grande con il mattarello ad un’altezza di circa mezzo centimetro cercando di formare un disco più o meno regolare. Per non utilizzare altra farina mentre la stendete potete aiutarvi con due fogli di carta forno e passarci sopra il mattarello per spianarla.
Imburrate una teglia da forno circolare da 28 cm e rivestitela con il disco di pasta frolla togliendo i bordi che dovessero eccedere la teglia. La tradizione vuole che la pastiera sia alta 5/6 cm, questo serve a conservarne la fragranza, quindi regolatevi con una teglia di questa altezza.
Aggiungete gli scarti di pasta a quella messa da parte in precedenza e stendetela nuovamente. Questa volta formate un rettangolo e ricavatene tante striscioline larghe circa 2 cm tagliandole con la rotella tagliapasta dentellata.
Versate il contenuto di ricotta e grano nella teglia rivestita di pasta frolla e livellate con la lama di un coltello. Non riempitela fino in cima, ma lasciate un dito tra il bordo e il ripieno. Completate incrociando sulla superficie le striscioline di pasta appena create mantenendo una distanza di 3 cm l’una dall’altezza
Cuocete la pastiera in forno preriscaldato a 180 °C per 1 ora e 20 circa. Se avete preparato la pastiera più bassa dei 5/6 cm consigliati, tenetela in forno per 45 minuti. Non vi preoccupate se la pastiera si dovesse gonfiare durante la cottura, è abbastanza normale. Si sgonfierà durante il raffreddamento.
Spolverate la superficie della pastiera con lo zucchero a velo prima di servirla.
Le dosi di questa ricetta sono proporzionate su un barattolo di grano cotto da 600 gr in modo da non doverlo conservare. Con queste dosi si ottengono due pastiere, una da 28 cm e l’altra da 22 cm di diametro. Una per voi e una da regalare.

Articolo precedenteVado
Articolo successivoIl fantasma di Costanza de Cupis
Maria Grazia Del Franco
Sono nata a Napoli. Laureata in lettere moderne, ho coltivato fin da ragazza la passione per la scrittura, sempre con un occhio attento agli episodi che si verificavano nella società. Spinta da un amico d’infanzia, ho iniziato a scrivere, partecipato e vinto vari premi letterari con alcune poesie (“a mia madre” e “l’ultimo desiderio”). Sono socia di “Accademia Edizioni ed Eventi”, gruppo di autori ed artisti che con certosina pazienza, danno spazio alla cultura, organizzando anche eventi e contribuendo alla diffusione dell'arte e del talento. Collaboro alla rivista SCREPmagazine con la rubrica ”LEGGIAMO INSIEME”...e non solo...

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui