
“L’amore non uccide” di Caterina Nero
“L’amore non uccide” di Caterina Nero, edito da Accademia Edizioni Eventi, racchiude in modo intrinseco già nel titolo il contenuto a cui il lettore si approccerà, il suo pensiero e la sua attenzione a riguardo, talmente forte da indurre la stessa autrice a fondare un’associazione, ass. “Per te Stop alla violenza sulle donne” a tutela delle donne vittime di violenza di genere, per supportarle in un cammino di sostegno e liberazione.
“In questo mio libro ho voluto racchiudere alcuni fatti di cronaca nera, avvenuti nella mia città in un lasso di temporale di cinquant’anni, dal delitto avvenuto per raptus, al delitto rimasto impunito, tali delitti hanno tutti un aspetto in comune, si tratta sempre di femminicidio poiché è più comune rispetto ad una donna che uccide un uomo”
Una sequenza di donne, un elenco, che hanno segnato con la loro testimonianza comunità e paese; donne dalle più disparate differenze sociali, anagrafiche, di centratura degli eventi, ma focalizzate tutte in una determinata zona territoriale, Lamezia Terme e dintorni; una riflessione dei tempi non troppa lontana come monito a non dimenticare e, soprattutto a prevenire ciò che i fatti narrano. Profili femminili che hanno fatto del loro senso di vita il concetto di amore incondizionato, amore che nulla tende a ricevere ma che deve ricordare di non annullarsi e di provare amore e rispetto per sé stesse, distinguendosi in coraggio, determinazione, ribellione anche in situazione avverse, imponendo una libertà di pensiero ed emotiva, che non deve essere limitante e discriminante.
“Lea Garofalo. Un femminicidio brutale di stampo mafioso…è una donna coraggio che si ribella alla famiglia ndranghetista che a soli tredici anni scappa con un uomo che pensava fuori dai giri che la facevano star male. Credeva in un amore che l’avrebbe portata lontana…”
Un omaggio a chi è stata vittima di una violenza così becera da non aver vissuto ciò che la vita dona, donne che non hanno potuto difendersi da ciò che per loro era il bene più prezioso: “l’amore”, spinte da questa stessa forza motrice nel voler credere ad una verità effimera, che tutto celava tranne che l’amore inteso nel suo significato più vero. Un amore malsano già nel suo divenire nello stesso nucleo familiare, che invece di essere accogliente e tutelare, diventa fonte di violenza e angherie.
Un contributo di fatti storici che sono struttura portante al cambiamento, che deve fondarsi su una nuova forma di pensiero sociale nel rispetto e nella libertà individuale, in un bene comune dove la persona è rispettata nel suo essere senza forme di sottomissione o di forzature limitanti in pensiero e azione, proprio perché l’amore è reciprocità.
Simona Trunzo






