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Raul Dufy (parte seconda)

RAUL DUFY (parte seconda)

“La donna in rosa”

Olio su tela

1908 cm.80 × 65

Collezione privata

Come Edgar Degas, Raoul Dufy è stato a lungo definito il pittore della “Bella Èpoque” per via di quel gusto allegro per la vita che lo spingeva spesso a ritrarre paesi in festa, regate, corse di cavalli e concerti.

Dufy ha amato rappresentare questi temi anche se la critica li ha sempre ritenuti, a torto, piuttosto “frivoli”.

Purtroppo questa faciloneria del giudizio ha ridimensionato inizialmente l’enorme talento di un artista eclettico, vivace e curioso, capace di spaziare da uno stile all’altro senza mai rinchiudersi in un genere pittorico preciso .

Giá, perchè Dufy, nella sua lunga carriera artistica, è stato un “impressionista” senza essersi mai ufficialmente legato, un Fauvista che ha seguito le orme di Matisse, un “post-impressionista” e un Cubista che ha attinto dalle lezione di Cézanne e Braque (vedi appunto “La donna in rosa”).

Per approdare infine, negli ultimi anni di vita, a una pittura intimista e variopinta, fortemente influenzata dal pessimo stato di salute che costrinse Dufy alla reclusione tra le mura domestiche.

“LA DONNA IN ROSA”

“La donna in rosa” rivela, come dicevo prima, un’influenza cubista.

Il maestro, in una trasfigurazione originalissima del vero, si libera così della tecnica “impressionista”, in quel periodo per lui superata, e inizia a creare giochi dinamici che diventeranno caratteristici nella pittura cubista.

Dufy ritrae la modella quasi a forma di pera e con un ritmico alternarsi di forme ricurve che sembrano distaccarsi dal volume principale.

La sottana rosa ha la grandiosità d’una tovaglia di Cézanne o di un solido pezzo cubista.

I lineamenti del viso, il ciuffo di capelli scuri e la porta, sono tutti racchiusi entro un contorno e suggeriscono un interesse costante per il disegno grafico, di cui era abile maestro.

La donna ha un atteggiamento enigmatico e assiste a questa trasformazione plastica con un’aria pensosa e tutta femminile.

Nonostante l’importanza data dagli elementi astratti e decorativi, la donna è fortemente caratterizzata con la grazia, il buon umore e quel sentimento, tra il tenero e il malizioso, sempre irresistibile nell’arte di Dufy.

Dufy conservando l’unità della linee fortemente dissonanti richiamano anche il periodo “fauve”.

PER FINIRE:

Pittore unico, uno dei più incredibili di tutti i tempi per i suoi stupefacenti e incomparabili colori.

Colori che diventano parole e racconti di luce, perché il suo colore genera luce.

Jean Cassou, sovrintendente del “Musée National d’Art Moderne“, nel 1953 così scrisse:
fu un mago e nello stesso tempo un creatore potente, innovatore ed audace che può essere annoverato fra i 4 o 5 artisti che hanno dato il via all’arte moderna …“.

Bruno Vergani

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