Quegli mi sembra simile a un dio,
quegli, se è lecito dirlo, mi sembra superare gli dei,
che seduto davanti a te può spesso,
vederti e ascoltarti
mentre dolcemente sorridi: felicità che a me sventurato rapisce l’uso di tutti i miei sensi:
come infatti ti vedo, o Lesbia, non mi resta poi
neanche un filo di voce,
la lingua s’intorpidisce, una sottile fiamma
s’insinua nelle mie membra, un ronzio
interno ottunde il mio udito, una duplice
tenebra offusca i miei occhi.
L’ozio, o Catullo, ti tormenta;
nell’ozio ti esalti e in eccesso folleggi!
L’ozio in passato perdette anche re
e fiorenti città.

Catullo, poeta latino, canta il suo amore disgraziato e sfrenato verso Lesbia; l’amore di tutta la sua vita.
La sua passione amorosa lo ha innalzato nell’olimpo della saggezza poetica; chiunque, dopo duemila anni di storia, conosce la vicenda dei due.
I versi che lui le ha dedicato rimangono indelebili nel tempo, rimangono fra i più belli e commoventi mai composti.

ILARIA PISCIONERI

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Ilaria Piscioneri
Sono nata a Messina nel 1995. Ho conseguito la maturità classica nel 2014 e attualmente frequento la Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel Settembre 2018 ho pubblicato il mio primo romanzo perché la scrittura, per me, rappresenta una via di sfogo e, allo stesso tempo, una fonte di gioia. Amo essere attiva nel territorio per raccontare la mia esperienza di giovane esordiente scrittrice in programmi delle TV locali e nelle scuole. Mi occupo, inoltre, di una rubrica cinematografia in onda sul canale radio dell'Università della mia città natale e scrivo su SCREPmagazine.

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