Punto e virgola

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La usiamo giornalmente e a volte, senza darci troppo peso ma sappiamo benissimo quale sia la sua importanza. La virgola e il punto, danno il senso ad una frase. Il punto di domanda o quello esclamativo, differenziano in modo deciso ciò che diciamo. Ma quali sono le origini? Qual è quel genio che l’ha introdotta al punto tale da renderla essenziale?

Intanto, dalle ricerche fatte, risulta che la punteggiatura risale all’antica Grecia. Anticamente i testi erano scritti senza spazi tra le parole e ovviamente, senza punteggiatura. Al lettore era lasciato il compito di interpretare il senso del testo e fare pause, almeno per prendere fiato. Il primo ad usare i segni fu Aristofane da Bisanzio (257-180 a.c.), egli usava dei segni come il punto in alto (°) che stava ad indicare una pausa lunga nella lettura, il punto medio (-) per una pausa media e il punto in basso (.), per una breve pausa.

I monaci amanuensi, introdussero la spaziatura tra il VII e XVIII.

Fu nel XV secolo che la moderna punteggiatura ebbe una forma ed un ruolo più importante e decisivo. Merito della stampa. Dobbiamo ad Aldo Manunzio, un tipografo veneziano, l’introduzione del punto e virgola e altri segni di punteggiatura. È grazie a lui che si introdusse l’uso degli accenti, così essenziali nella stampa a caratteri mobili. Con l’introduzione della grammatica nel XVIII, la punteggiatura fu standardizzata.

Qui di seguito, vediamo la panoramica della sua evoluzione:

Il punto e la virgola li dobbiamo ai greci e ai romani.

Il punto e virgola, lo dobbiamo al tipografo Aldo Manunzio.

I due punti risalgono al XVI secolo.

Il punto di domanda e il punto esclamativo, sono relativamente più giovani, in quanto risalgono al XVI e XVII. La loro origine proviene da abbreviazioni medievali di termini latini quali Quaestio e Io. Il punto esclamativo è attribuito a Jacopo Alpoleio da Urbisaglia, nel ‘300.

Come abbiamo potuto vedere, la punteggiatura si è evoluta nei secoli fino ad arrivare a noi, come base importante di un discorso scritto. È grazie ad essa che possiamo distinguere il senso di una frase da uno completamente diverso.

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