Pretty Little Liars è una serie televisiva statunitense di genere thriller, giallo e teen drama, trasmessa dal 2010 al 2017.

È stata ideata da Marlene King, la quale si è basata sull’omonima serie di libri scritta da Sara Shepard. Dalla serie sono tratti due spin-off: Ravenswood (2013) e Pretty Little Liars: The Perfectionist (2019).

A Rosewood Emily (Shay Mitchell), Aria (Lucy Hale), Hannah (Ashley Benson), Spencer (Troian Bellisario) e Alison (Sasha Pieterse), un gruppo di amiche liceali molto unite, decidono di trascorrere insieme il weekend ma, durante la notte, quest’ultima, la loro “ape regina”, scompare misteriosamente senza più lasciare traccia.

Dopo quest’evento le ragazze si dividono e un anno dopo iniziano a ricevere strani messaggi da “–A”, un individuo a conoscenza di tutti i loro segreti più intimi e delle loro attività, che le spia e le controlla per poi poterle ricattare. Le ragazze, quindi, credono che in realtà Alison sia ancora viva ma, in seguito al ritrovamento del corpo, smentiscono le proprie idee e deducono che “–A” possa essere il suo assassino.

Cercano così di scoprire la sua vera identità, non sapendo però che bugie, tradimenti e pericolosi segreti tenuti nascosti per anni sono proprio dietro l’angolo, pronti a fermarle a rovinare le loro vite a tutti i costi.

“Le amiche condividono i segreti, è questo che le tiene unite”

Niente è come sembra; anche coloro che credevi amici nascondono dei segreti, anche pericolosi: in breve, questo è il succo di Pretty Little Liars, serie per ragazzi intrigante e misteriosa.

Le protagoniste sono delle liceali facenti parte di un gruppo “capitanato” dalla solita reginetta (Alison), di cui fanno parte l’intelligente (Spencer), la sportiva (Emily), la cocca del prof (Aria) e persino la “ladra” (Hannah); un team all’apparenza perfetto, insomma.

Da notare, però, il fatto che ciascuna di esse nasconde qualcosa, segreti mai svelati alle altre e che in certi casi possono rivelarsi fatali. Non si può sfuggire alla verità, viene sempre a galla in ogni modo: è questa la missione di –A, smascherare le “colpe” delle ragazze, temute e ammirate allo stesso modo.

Anche la tecnologia svolge un ruolo rilevante nella serie: “-A”, infatti, invia messaggi anonimi e inquietanti a tutte sia tramite molti dispositivi particolarmente ingegnosi sia attraverso le persone, corrompendole con minacce ed altro, mettendo le giovani in condizioni rischiose che causano soltanto danni (piscologici e fisici), le “stalkera”, pedina e controlla a suo piacimento come se fossero delle bambole, portandole addirittura alla disperazione; comportamento che, ovviamente, raggiunge i limiti dell’ossessivo.

La serie, seppur a tratti un po’ lenta, è comunque molto stuzzicante e consigliata per gli amanti del genere, che entreranno in un “labirinto” di ricordi, bugie ed eventi importanti per scovare e raggiungere il finale.

Un’altra morale di Pretty Little Liars? “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio,” perché molti, anche gli amici più stretti (come nella serie), indossano delle maschere per nascondere i veri se stessi e non si sa mai che tipo di persona si possa trovare, in particolare da dietro uno schermo.

Giusi Talarico

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