Avevo pensato di rimandare a lunedì o martedì prossimo queste mie riflessioni dato che in quei due giorni della prossima settimana è previsto il passaggio alle Camere del neo Governo “Conte 2” o “bis”.

Ho invece poi cambiato idea in virtù “della mia Laurea in Ingegneria” e l’amore per i numeri, le loro leggi, la loro intrinseca bellezza e mistica perfezione spesso sorprendente.

Sì, avete capito bene! Mi appassiona infatti quello che in questo we sta succedendo che “sa molto di matematico”, presi come sono, tutti, dalla ricerca affannosa della maggioranza numerica per far passare la fiducia.

Vediamo gli scenari a Camera e Senato.

I numeri alla Camera

Alla Camera la maggioranza assoluta è posta a 315 voti. Il Movimento 5 Stelle ha 216 seggi, il Partito Democratico 111: sommandoli siamo a 327. Già al di sopra della soglia necessaria per la tranquillità. A questi voti si aggiungono i 14 di Liberi e Uguali e altri 7 del Gruppo Misto (nelle componenti di Civica Popolare e quasi certamente anche di +Europa). Siamo a 348 e  a questi si potrebbe aggiungere qualche altro singolo esponente del Misto o di altri gruppi.

I numeri al Senato

Al Senato la maggioranza è fissata a quota 161. Per ora Conte può contare su 106 voti del Movimento 5 Stelle, 51 del Pd e 4 di Liberi e Uguali, ormai certi dopo l’ingresso nel governo di Roberto Speranza per un totale – stretto stretto – di 161. Poi c’è il Gruppo Misto, di cui fanno parte: Emma Bonino di +Europa (ma dovrebbe votare no), Riccardo Nencini del Psi (potrebbe essere favorevole), più altri cinque ex M5s (che potrebbero votare la fiducia). Contando in positivo questi altri voti, si arriva a quota 167.

Dalle Autonomie potrebbero arrivare altri tre sì, compreso quello di Casini. Qualche dubbio viene da Svp, che si dovrebbe astenere. Ancora, nel conteggio ci sono i senatori a vita: sono sei. Facendo tutte queste somme, comunque, la maggioranza dovrebbe poter contare su 170 voti.

Anche dal partito di Silvio Berlusconi potrebbe arrivare qualche sorpresa positiva mentre gli incerti, per il momento, sembrano essere una decina.

Una volta superato lo scoglio della fiducia, comunque, ci sarà un altro ostacolo che riguarda i lavori parlamentari sia alla Camera che al Senato.

La Lega, infatti, ha tutta l’intenzione di mantenere la presidenza delle commissioni con il rischio che si opponga alla nuova maggioranza durante l’esame dei vari provvedimenti.

RIFLESSIONE: cosa viene prima nel “meccanismo di formazione di una maggioranza parlamentare” quello che occorre per l’Italia oppure “accogliere le richieste”, le ricette, le persone, le competenze e le incompetenze … pur di raggiungere quel numero che consenta di governare? Ovvero chi si fa carico, avendone tutte le competenze, di sintetizzare prima e dettagliare poi in un programma la vision del futuro del nostro Paese e verifica a posteriori l’esistenza di una maggioranza su quei temi o “la legge dei numeri” ribalta il processo?

E se così fosse, dare la parola “a questo popolo” con nuove elezioni, porterebbe a risultati migliori?

E pensare di mettere tutto in mano a un Presidente di una Repubblica Presidenziale sarebbe meglio?

E invece di simboli (a volte davvero COMICI) di liste e nomi sarebbe meglio fare elezioni chiedendo di votare ESPICITAMENTE I PROGRAMMI?

AI POSTERI LA SENTENZA CHE, ONESTAMENTE, CREDO SIA DAVVERO TANTO TANTO ARDUA.

E adesso – per completezza – diamo prima “diamo una occhiata alla squadra M5S+PD”, tra l’altro composta da tanti “uomini e donne del Sud e poi al programma.

Ecco la lista completa dei 22 Ministri del “Prof. Conte bis” con alcune curiosità su alcuni:

Innovazione tecnologica, Paola Pisano (Docente di Gestione dell’Innovazione all’Università degli Studi di Torino e visiting professor della Westminster Business School, assessore per l’Innovazione e per il Progetto Smart City della giunta Appendino…APPROVED).

Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

Sud, Giuseppe Provenzano (Vice Presidente SVIMEZ…APPROVED).

Politiche giovanili e Sport, Vincenzo Spadafora («Sono privo di laurea da esibire e non ho un lavoro stabile» dichiarava il neo ministro dello Sport Vincenzo Spadafora (45 anni, M5S) nel suo libro «La terza Italia», dedicato al volontariato.

Pari opportunità, Elena Bonetti (Laureata in Matematica…).

Affari Europei, Enzo Amendola (Napoletano, 45 anni, il neo ministro agli

Esteri, Luigi Di Maio (Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Imbriani di Pomigliano con il massimo dei voti (100/100), l’ex vice premier e neo ministro degli Esteri Luigi Di Maio si iscrive all’Università Federico II di Napoli: prima a Ingegneria per poi passare, dopo pochi mesi, a Giurisprudenza. A 33 anni, non risulta ancora laureato. Nel 2014 ha dichiarato di essere alle prese con la scrittura della tesi, per poi precisare più tardi: «Non mi sono laureato perché come vice presidente alla Camera non avrei mai approfittato del ruolo per andare a far gli esami»).

Interno, Luciana Lamorgese (Unico «tecnico» del nuovo esecutivo giallo-rosso, la nuova ministra dell’Interno Luciana Lamorgese conosce molto bene la macchina del Viminale – APPROVED).

Giustizia, Alfonso Bonafede (da giovane si divideva fra lo studio e l’attività di vocalist nelle discoteche «in» della sua città…NOVELLO DE MICHELIS…).

Difesa, Lorenzo Guerini.

Affari regionali, Francesco Boccia.

Economia, Roberto Gualtieri.

Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.

Politiche agricole, Teresa Bellanova (nata a Ceglie Messapica nel 1958, la neo ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha abbandonato gli studi dopo la licenza di terza media per andare a lavorare nei campi. Giovanissima, entra nelle organizzazioni sindacali dei braccianti e si impegna contro la piaga del caporalato).

Beni culturali con delega al Turismo, Dario Franceschini.

Ambiente, Sergio Costa (Il ministro dell’Ambiente è generale di brigata. Napoletano, classe 1959, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Napoli «Federico II» e ha poi proseguito con un master in diritto dell’Ambiente – APPROVED).

Lavoro, Nunzia Catalfo (la neo ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha 52 anni, è nata a Catania dove ha conseguito la maturità scientifica. Non è laureata e nel suo curriculum parlamentare alla voce «Professione» è scritto: orientatore e selezionatore del personale…).

Miur, Lorenzo Fioramonti (non ha studiato Economia ma è Docente in aspettativa di economia politica all’Università di Pretoria, in Sudafrica).

Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli (Tra il 1998 e il 2003 è stata presidente e amministratore delegato di Agridoro, società cooperativa di trasformazione del pomodoro in sughi finita poi in liquidazione coatta amministrativa per insolvenza).

Salute, Roberto Speranza (Nato a Potenza, 40 anni, il neo ministro della Salute (quota Leu), studia al Liceo scientifico Galileo Galilei del capoluogo lucano, per poi laurearsi in scienze politiche alla Luiss…ALLA SALUTE…).

Se questa è “la squadra”, passiamo infine al Programma (confesso che un elemento di novità che mi ha colpito è la “nuova attenzione” all’Alta Formazione Artistico-Musicale).

Dalla neutralizzazione dell’aumento dell’Iva alla necessità di maggiore flessibilità in Ue; dalla crescita alla riduzione del cuneo fiscale fino all’impegno per un «Green new deal», a un piano di edilizia residenziale pubblica allo stop delle nuove concessioni per le trivellazioni. E poi il taglio dei parlamentari, la nuova legge elettorale, infrastrutture che tengano conto dell’impatto ambientale e sociale, la legge sul conflitto di interessi, la lotta alla mafia, la riforma fiscale, il Sud e l’accesso alla Rete: sono i temi principali dei 29 punti in cui si articola il programma di governo che Giuseppe Conte ha stilato, in 4 pagine, «sulla base degli indirizzi condivisi di M5S, Pd e Leu».  Eccolo:

1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica.

2) Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.

3) Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.

4) Occorre: a) ridurre le tasse sul lavoro (cosiddetto “cuneo fiscale”), a totale vantaggio dei lavoratori; b) individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”), garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) approvare una legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; d) nel rispetto dei princìpi europei e nazionali a tutela della concorrenza, individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche a tutela del decoro della professione; e) realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato sanzionatorio; f) introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni; g) sostenere l’imprenditorialità femminile; h) rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione donna”; i) recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata; l) incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la pensione di garanzia per i giovani.

5) È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito.

6) Il Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova generazione, rimuovendo tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere), che impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica, sociale, economica e culturale del Paese. È necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori. Occorre intervenire con più efficaci misure di sostegno in favore delle famiglie (assegno unico), con particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche e a quelle con persone con disabilità. Occorre, inoltre, realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia di sostegno alla disabilità. Si rende necessario sviluppare modelli che facilitino la mobilità e l’accessibilità, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate alla inclusione sociale dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Sarà inoltre valorizzato, a livello normativo, la figura del “caregiver”, attraverso il riconoscimento della sua funzione sociale.

7) Il Governo intende realizzare un “Green New Deal”, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.

8) Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più trasparente la contrattazione in materia di locazioni.

9) Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione.

10) È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale. In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, si rende necessario procedere alla riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più equilibrio al sistema e che contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.

11) Obiettivo strategico sarà il potenziamento, da realizzare anche attraverso maggiori investimenti, del sistema universitario e del sistema della ricerca nel suo complesso. Si reputa altresì necessario sostenere il sistema AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale). Dovranno essere posti in essere interventi per favorire un più intenso coordinamento e un più organico raccordo tra centri universitari ed enti di ricerca, favorendo l’internazionalizzazione degli stessi. Il sistema di reclutamento va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato anche attraverso l’istituzione di un’agenzia nazionale, sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei, che possa coordinare e accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Vanno sperimentate nuove forme di finanziamento e vanno incentivate formule innovative di partenariato pubblico-privato. Occorre, infine, ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato.

12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere.

13) Il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali, promuovendo un nuovo equilibrio globale basato sulla cooperazione e la pace e rafforzando il sistema della cooperazione allo sviluppo, nel quadro di un “multilateralismo efficace”, basato sul pilastro dell’alleanza euroatlantica, con riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea. Il Governo si impegna, inoltre, a rafforzare – anche all’interno dell’Unione europea – una politica di investimenti mirata al Continente africano, secondo un modello di partenariato tra pari. È necessario, inoltre, promuovere provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE. Con riguardo all’esportazione di armi, occorre rendere la normativa più stringente, evitando l’esportazione delle armi e della componentistica che possano colpire la popolazione civile.

14) L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e di una riforma del sistema radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo. Più in generale, il Governo porrà in essere politiche di promozione del pluralismo dell’informazione.

15) Occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi; riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura; garantire l’indipendenza della magistratura dalla politica.

16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di transazione.

17) Occorre porre in essere una riforma fiscale, che contempli la semplificazione della disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria e la rimodulazione delle aliquote, in linea con il principio costituzionale della progressività della tassazione, con il risultato di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica. Allo stesso tempo, occorrerà completare, in misura efficace, la spending review, operando una revisione significativa delle voci di spesa. Analogamente si procederà a una revisione delle tax expenditures.

18) È indispensabile promuovere una forte risposta europea, soprattutto riformando il Regolamento di Dublino, al problema della gestione dei flussi migratori, superando una logica puramente emergenziale a vantaggio di un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di una organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che – nello stesso tempo – affronti i temi dell’integrazione. La disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.

19) Va lanciato un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Per le aree più disagiate occorre promuovere l’adozione e il coordinamento di vari strumenti normativi e di intervento, quali Contratti Istituzionali di Sviluppo, Zone Economiche Speciali, Contratti di Rete. Obiettivo fondamentale è quello di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente connessi, di valorizzazione dei territori, utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione. Rientrano in tale ambito i progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e imprenditoriale, in materia di turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, di ambiente, occupazione e inclusione sociale.

20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica; definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard; attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle conseguenti ricadute – di natura politica, giuridica, economica e sociale – che questo trasferimento determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine, garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.

21) In armonia con il diritto dell’Unione europea, è necessario porre in essere politiche per la tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario.

22) Occorre tutelare i beni comuni, a partire dalla scuola pubblica: è necessario intervenire contro le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare il piano nazionale per l’edilizia scolastica e garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti provenienti da famiglie con redditi medio-bassi, contrastare la dispersione scolastica e il bullismo. L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter legislativo in corso. Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Anche le nostre infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre garantire maggiori investimenti, assicurare manutenzioni ordinarie e straordinarie più assidue, tutelare gli utenti e rafforzare il sistema della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale. Sarà inoltre avviata la revisione delle concessioni autostradali, confermando il piano tariffario unico. È necessario, infine, rafforzare la normativa per tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti.

23) Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla nascita, riconoscendo – tra i diritti della persona – anche il diritto di accesso alla rete.

24) Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente diffusione di standard comuni.

25) Nell’ambito della governance della società digitale, sarà decisivo concentrarsi sull’equità fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti.

26) Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).

27) Il Governo è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità. Il Governo si impegna inoltre a promuovere i multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono obiettivi prioritari dell’azione di governo.

28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.

29) L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”; sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione. Occorre, inoltre, concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre eccellenze agricole e la filiera agroalimentare.

Spero abbiate letto tutto con attenzione da bravi cittadini che hanno compreso come queste parole potranno avere un impatto molto molto serio sul loro futuro e sul futuro dei loro figli.

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Pino De Nicola
Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose semplici: “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “SCREPmagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione, della cultura, del "mettersi in gioco" e del talento…

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