Concludo i miei articoli su Popper, soffermandomi su un aspetto fondamentale per capire pienamente questo importante filosofo ed intellettuale del Novecento.

Non si capirebbe davvero a pieno la proposta epistemologica popperiana, la sua idea di scienza, senza collegarla alla sua filosofia politica, alla sua difesa della democrazia, come l’unico – anche se imperfetto – sistema politico possibile per garantire la libertà individuale dei cittadini e la convivenza reciproca.

Popper vive in prima persona il dramma dei Totalitarismi (fascismo, nazismo, stalinismo) che trascinano l’Europa e il mondo nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale e sarà tra coloro che prenderà sempre una posizione chiara contro ogni forma possibile di dittatura.

Il fallibilismo, infatti, fa emergere l’idea di una ragione critica, problematica (appunto “fallibile”), che è consapevole dei propri limiti e si fonda sulla libera discussione.

Il razionalismo critico non è solo il fondamento dell’attività degli scienziati; esso deve essere a fondamento anche dell’attività politica.

Convinto liberale, nel saggio La società aperta e i suoi nemici (la sua opera politica più famosa ed importante), Popper elabora l’idea di una società che si fondi sul dialogo, capace di ammettere gli errori commessi (come fanno gli scienziati quando le loro teorie vengono falsificate e sostituite con altre teorie migliori) e di fissare delle regole per evitare posizioni autoritarie.

Nessuno può farsi detentore di una verità assoluta; occorre aprirsi ad una ricerca comune nella quale anche l’errore ha la sua funzione, perché favorisce il confronto (proprio come accade nella comunità degli scienziati) e l’emergere dei diversi punti di vista, che possono portare ad una soluzione migliore dei problemi sociali esistenti.

Lasciamo la parola a Popper:

la tradizione razionalistica occidentale, originatasi dai Greci, è la tradizione della discussione critica, dell’esame e del controllo delle proposizioni  delle teorie attraverso il tentativo di confutarle. Il pregio del metodo razionale e critico risiede nel fatto che i partecipanti alla discussione correggeranno in qualche misura le proprie idee e ne usciranno più saggi.

La società occidentale, dunque, ha come valori fondamentali la libertà di pensiero e la libera discussione, che costituiscono il presupposto del confronto tra civiltà diverse.

La lezione di Popper è davvero sempre attuale, non dovremmo dimenticarla mai, soprattutto quando “cattivi maestri” e nuove forme di integralismo e di intolleranza sono sempre in agguato.

Emiliano Cheloni

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