Ho chiuso il precedente articolo (Popper e l’asimmetria logica tra verificazione e falsificazione) dicendo che Popper, per spiegare il modo di procedere della scienza empirica, conia la fortunata espressione “congetture e confutazioni” (pubblicando il saggio La scienza: congetture e confutazioni, nel quale egli esprime in modo sintetico e con uno stile divulgativo la sua concezione epistemologica).

LA SCIENZA PROCEDE PER CONGETTURE

La prima parte dell’espressione mette in evidenza sia l’aspetto creativo, sia il carattere provvisorio di una qualsiasi teoria scientifica, che è un tentativo da parte dello scienziato e della comunità scientifica di capire qualcosa di più della realtà, di risolvere dei problemi con gli strumenti teorici e tecnologici che si hanno a disposizione.

L’attività dello scienziato consiste – e deve consistere – nell’invenzione, nella proposta di teorie esplicative della realtà. Nessuna teoria può pretendere di essere definitiva: è pur sempre una congettura!

Per Popper non esiste un criterio generale di verità e il sapere scientifico è un sapere fallibile.

Ma allora siamo condannati allo scetticismo ed anche il sapere scientifico è arbitrario e opinabile?

No.

Lasciamo la parola a Popper stesso:

“La fallibilità della nostra conoscenza non deve essere addotta a sostegno dello scetticismo o del relativismo. Dal fatto che possiamo errare e che non esiste un criterio di verità che possa salvarci dall’errore, non segue che la scelta fra teorie diverse sia arbitraria o non-razionale: cioè che non si possa imparare, e avvicinarsi alla verità: che la nostra conoscenza non possa crescere” (La società aperta e i suoi nemici).

Proponendo un sapere congetturale, Popper, però, mantiene la ragione come fondamento dell’attività della scienza: la ricerca scientifica e il progresso della conoscenza scientifica sono due processi che hanno un carattere peculiarmente razionale.

LA SCIENZA PROCEDE PER CONFUTAZIONI

Le congetture devono poter essere confutate: una volta formulata la sua teoria, lo scienziato deve cercare, in ogni modo possibile e con la massima severità di cui è capace, di trovare elementi atti alla sua confutazione.

Perché bisogna confutare le teorie scientifiche?

Per poterle sostituire con altre teorie che si dimostrino – provvisoriamente – più adatte a spiegare la realtà.

L’atteggiamento critico nei confronti delle teorie, secondo Popper, è l’unico atteggiamento capace di mantenere la razionalità all’interno della scienza, nonostante l’impossibilità di trovare un criterio di verità che ci permetta di decidere in modo definitivo sulla bontà e validità delle nostre teorie scientifiche.

Chiarisce il filosofo della scienza:

“L’uomo e la conoscenza umana sono fallibili. Le teorie sono opere d’arte, però criticabili oggettivamente e questo fatto rende possibile progredire, progredire in senso oggettivo: tutti diamo il nostro contributo all’edificio della conoscenza oggettiva, come artigiani che costruiscono una cattedrale” (La logica della scoperta scientifica, Prefazione).

In conclusione, dobbiamo rilevare che nel lavoro scientifico si procede cercando di individuare teorie che siano sempre più adeguate alla descrizione della realtà e alla predizione dei fenomeni futuri, ma lo scienziato non è mai in grado di stabilire:

a) che queste teorie siano vere;

b) che la loro provvisoria stabilità (il fatto che non siano state ancora falsificate) sia un segno della loro stabilità definitiva;

c) che le teorie che si stanno utilizzando, in quanto (provvisoriamente) confermate dall’esperienza, siano quelle più utili per gli scopi proposti.

Emiliano Cheloni

2 Commenti

  1. La connotazione della scienza consiste nella denotazione del COME avvengono i fenomeni ripetibili ed osservabili.
    Un’ipotesi, se inequivocabile e non confutata, può legittimamente ritenersi teoria o ipotesi ancora valida.
    Contro relativismo e scetticismo, ritengo sempre valido il criterio classico di verità razionalmente accertata.
    L’epistemologia e la riflessione filosofica non partigiana o faziosa dei sofisti può ritenersi validamente base di studio scientifico.

    • Come sempre ottime e puntuali osservazioni, caro Michele.
      Vorrei aggiungere, però, un rilievo: Popper sottolinea con molta enfasi il criterio di falsificabilita’ perché gli preme distinguere la scienza dalla pseudo scienza. Egli fa l’esempio tra l’astronomia e l’astrologia.
      L’oroscopo è formulato in modo che non possa mai essere smentito e non è scienza. Solo se presento delle ipotesi che possano essere sottoposte alla critica della comunità scientifica faccio scienza. Poi magari le mie teorie non saranno smentite per decenni; ma l’importante è che possa essere sempre sottoposte al controllo dell’indagine critica.
      Buona giornata!

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