È iniziato così il biglietto che ha lasciato ai genitori un undicenne a Napoli, prima di lanciarsi dal balcone di casa: “Mamma papà vi voglio bene ma devo seguire l’uomo con il cappuccio”, dopo queste parole la tragedia.
Il ragazzino chiede scusa alla mamma e fa riferimento ad uno stato di paura vissuto negli ultimi giorni.
L’undicenne descrive , in particolare un uomo nero, in un gioco che si svolge totalmente on-line, che comprende atti di autolesionismo e alla fine il suicidio.
Secondo quanto si è saputo finora, sembra che il bambino, residente con la famiglia nel quartiere Chiaia, fosse sano e felice, praticava sport ed era perfettamente integrato.
Gli inquirenti pensano sia potuto finire nel vortice di un gioco chiamato Jonathan Galindo.
Si tratta di un uomo con un cappuccio nero che ha le sembianze simpatico di Pippo della Disney, che richiede l’amicizia su ogni canale social possibile (Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitter), scegliendo quasi sempre giovanissimi, e che lancia delle sfide a chi lo segue.
Una gara fatta con difficoltà sempre più elevate e che potrebbe aver spinto il ragazzo a lanciarsi nel vuoto.
Una vicenda che più volte è tornata a galla negli ultimi mesi.
Sono stati i genitori a scoprire ciò che era successo. Il bambino era sereno, viveva in un ottima famiglia senza problema di nessun genere quindi è questa l’ipotesi accreditata.
Un paio di mesi fa una testata giornalistica nazionale aveva lanciato l’allarme di una nuova Challenge pericolosa.
Dopo “Blue Whale, arriva Jonathan Galindo. L’allarme parte da Ancona.
Alcuni genitori preoccupati per quello che sembra essere il seguito della terribile challenge della “balena blu” si sono rivolti alle forze dell’ordine per le segnalazioni.
Vogliono avvertire chi ancora non conosce il fenomeno che si sta diffondendo tra gli adolescenti, specie nei social e nelle chat tra compagni di scuola di 12-13enni, di prestare la massima attenzione.
Jonathan Galindo, attraverso la faccia di Pippo deformato con sembianze umane ma che provocano spavento, è già entrato in contatto con i ragazzini.
Ma chi è Jonathan Galindo, l’ultima challenge. Jonathan Galindo non esiste.
Non è una persona reale.
Piuttosto, è possibile che ci siano diverse persone che, dietro questa finta identità, possono agganciare bambini e giovanissimi per spaventarli.
Le fotografie che girano, e che ritraggono una sorta di Pippo della Disney in versione horror e sicuramente disturbante, sono state in realtà rubate: erano state pubblicate anni fa dal make up artist Samuel Canini, assolutamente estraneo a questa storia, che per farsi pubblicità per la sua professione aveva creato nel 2012 questa sorta di maschera e aveva pubblicato le foto col nickname Duskysam.
Quello che possiamo affermare è che complice il periodo di chiusura in quarantena sono riprese le challenge di ogni tipo, dalla più simpatica alla mortale come questa di Pippo.
Invitiamo i genitori e gli educatori a vigilare maggiormente alla luce del difficile momento che viviamo.
Simona Bagnato
