Paul Cézanne parte seconda

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Paul Cézanne.
Le grandi bagnanti, 1905.
130 × 195 cm
Philadelphia Museum of Art

Capolavoro di infinita bellezza terminato nel 1905 dopo ben sette anni, il tema delle bagnanti costituisce il fulcro degli ultimi anni dell’attività di Cézanne.

La prima serie di bagnanti viene realizzata tra il 1873 e il 1877 e, in questi quattro anni, ogni abbozzo, ogni studio è un passo avanti nella esplorazione del mondo della pittura.

Le figure umane e i loro corpi nudi appaiono monumentali ma fuse nel paesaggio e sono parte integrante degli altri elementi naturali, come le piante e i riflessi dell’acqua…

Nella seconda serie tra, il 1879 e il 1887, il colore è più accentuato, corposo, coprendo del tutto il disegno sottostante.

“LE GRANDI BAGNANTI”

Nella terza e ultima serie dipinta tra il 1888 e il 1905, Cézanne raggiunge, dopo infinite prove e ripensamenti, con “Le grandi bagnanti” la sintesi finale della sua ricerca estetica, ma anche il suo testamento spirituale.

È l’ultima opera in cui sceglie come soggetto il nudo maschile: per il resto della vita dipingerà solo corpi femminili.

Ne “Le grandi bagnanti”, il numero delle giovani donne è elevato perché, se osservate attentamente, computandovi la nuotatrice e le due compagne al di là del fiume, sono ben diciassette.

Cézanne dipinge tra la ricerca dei volumi e l’azzeramento dello spazio.

Trasforma la pennellata veloce e stretta degli impressionisti allargandola, facendola diventare riflessiva.
Un pensiero che apre alla ricerca cubista.

Il capolavoro ha come ambiente naturale le rive dell’ Arc, il piccolo fiume che scorre nei pressi di Aix tanto familiare a Cézanne.

Sintesi perfetta di volumi ed equilibrio, i colori in questo dipinto sono ridotti all’essenziale e stesi con pennellate piatte, giocate sui rapporti tra toni caldi dei tronchi delle rive del fiume e delle nuvole e i toni freddi verde-azzurro del cielo e delle chiome degli alberi.

Cézanne riesce a trarre dagli alberi e dai nudi, variazioni astrattizzanti.

Una tecnica innovativa per quei tempi che gli permisero di proporre una “concezione estremamente moderna” del corpo umano.

Il colore diventa dinamico di emozioni e le linee hanno la stessa energia e sensibilità delle note suonate al pianoforte.

Per chi non lo sapesse, il dipinto, per scelta di Cézanne, è rimasto incompiuto.

PER FINIRE:

Il movimento ad arco delle piante é un saggio di architettura e unisce i due gruppi di figure.

Lega tra di loro i piani della composizione e spinge lo sguardo dello spettatore verso il paesaggio luminoso sullo sfondo.

Bruno Vergani

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