Come ci si può difendere da un virus?

I virus non hanno la capacità di accrescersi e riprodursi in maniera autonoma, ma per esplicare ogni loro attività, hanno bisogno di un substrato vivente che è costituito dalla cellula in cui penetrano.

Per rispondere al quesito, viene necessariamente chiamata in causa l’immunità.

Essa è legata al concetto di malattia infettiva, ovvero l’immunità è la capacità di difesa dell’organismo di fronte all’azione nociva di agenti infettanti in genere.

L’immunità si realizza a seguito di un complesso di modificazioni biochimiche che si producono quando in un organismo sano penetrano dall’esterno “agenti virali ignoti”.

Si formano così nel suo interno sostanze speciali dette antigeni, generalmente di natura proteica, che danno luogo alla formazione di anticorpi, proteine che reagiscono in maniera specifica col corrispondente antigene combattendo “l’intruso”.


Virus, batteri, protozoi liberano antigeni negli organismi che invadono provocando la formazione di anticorpi specifici.
Ed è proprio a questi ultimi, gli anticorpi, che è dovuto quello stato di relativa resistenza (o diminuita labilità) che l’organismo acquista verso una nuova infezione da parte del’agente virale o microbico che aveva determinato la reazione di immunità (immunità acquisita).

L’immunità specifica verso determinati agenti si realizza anche artificialmente mediante la pratica della vaccinazione che consiste nella inoculazione di agenti infettanti attenuati (virus, tossine batteriche rese non tossiche) o morti; agenti che provocano la formazione di anticorpi specifici.


Esiste anche un’immunità naturale che può essere definita come quello stato di resistenza generale, non specifica, di cui è provvisto in una certa misura ogni soggetto normale.

Ma esistono anche individui immuni per una determinata malattia che sono portatori di germi della malattia stessa e che possono perciò provocare una epidemia infettando altri soggetti.

Tra gli uomini, virus e agenti infettanti esiste una lotta infinita dal momento che i microorganismi proliferano e, spesso e volentieri, presentano mutazioni geniche; in tal caso  adottano subdole strategie per superare le barriere difensive.

Essi, infatti, hanno una elevata capacità di adattamento per riuscire a sopravvivere più a lungo possibile nell’ospite, assicurandosi il propagarsi della propria progenie virale.

Virus e altri agenti patogeni hanno, quindi, una propensione alla variabilità genetica e alla co-evoluzione col nostro sistema immunitario.

La variabilità genetica individuale può rendere i soggetti più suscettibili o più resistenti all’infezione virale e alla progressione della malattia.

Soffermiamoci sul SarsCov2 o Covid 19.


Esistono alcuni geni che hanno un ruolo attivo nella suscettibilità all’infezione da Covid19.

Sembra che la popolazione anziana e i soggetti che hanno delle fragilità siano i più colpiti.

Alcuni virologi credono che ciò dipenda dalla quantità di virus che penetra nel corpo; altri, invece, sostengono che sia il risultato del materiale genetico che ci portiamo dietro.

Ma sono solo ipotesi.

Le donne pare siano colpite meno degli uomini. In Italia il rapporto è di 3 ad 1 a favore delle donne.

A sostegno di ciò sono chiamati in causa lo stile di vita, la genetica e gli ormoni.
Per gli uomini il tabagismo è considerato un fattore di rischio, mentre alle donne viene riconosciuta una maggiore attenzione quotidiana all’igiene personale.

Non solo, ma in età fertile sono protette dagli estrogeni, mentre per gli uomini gli ormoni androgeni hanno azione contraria.

Andrea Camilleri diceva: <<Il qualera non attacca i ricchi, ma sulo i povirazzi… il virus del colera non attacca i ricchi, ma solo i poveri>>.

Con il Covid19 siamo molto lontani da questo dato epidemiologico poichè ci troviamo nel bel mezzo di una gravissima pandemia con un virus cattivo che non guarda in faccia nessuno…poveri e ricchi…


Mentre l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, ha dato un parere positivo su 16 studi clinici dei farmaci per frenare il Coronavirus, si prevedono, invece, tempi lunghi per sviluppare e mettere in commercio un nuovo vaccino.Così si fa strada anche l’ipotesi di un test sierologico che possa essere eseguito a tappeto, a costi contenuti, che possa essere affidabile al 100% e rintracciare anticorpi specifici per Covid19 con una sensibilità e specificità perfetta, che non generi mai falsi negativi nè falsi positivi.
Ma è un’utopia questa.

Perchè sembra impensabile che l’eventuale esito positivo di un test, fornisca una sorta di patentino di immunità, anche perchè non esistono certezze che gli anticorpi per il Covid 19 garantiscono l’immunità.

Questo virus è infatti subdolo, in grado di “rallentare” una efficace risposta immunitaria dell’organismo contagiato visto che virus e anticorpi “convivono” anche per un paio di settimane.

Non ci resta che non abbassare la guardia, continuando a seguire particolari norme igieniche, munendoci di mascherine e guanti, mantenendo le distanze di sicurezza ed evitando assembramenti.
Dobbiamo combattere con tutte le risorse fisiche e morali che conosciamo per afferrare la vittoria su questo “nemico subdolo e crudele“, anche affidandoci con attenzione alle moderne tecnologie utili per “tracciare eventuali contagi” (AntiCovidApp).

Così facendo, potremo continuare ad apprezzare la bellezza e l’armonia della natura… a riprendere la nostra vita tra le mani e recuperare il tempo perduto.

Piera Messinese

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