Abbiamo tutti sperato che l’estate avrebbe potuto dare il colpo di grazia a questo virus, presenza minacciosa che ha stravolto i nostri ritmi vitali.

Ma non è stato così.

Le speranze sono state disattese dal momento che abbiamo assistito ad una lenta crescita dei contagi ora diventati “altalenanti”.

Così a fine Agosto ho deciso di inviare una email al Professore Matteo Bassetti, per chiedergli se poteva concedere un’intervista a ScrepMagazine.

Matteo Bassetti è Professore Ordinario di Malattie Infettive, Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Genova; Direttore Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino – IRCCS, Genova; Presidente Società Italiana di Terapia Antiinfettiva.

Il Professore ha risposto alla mia email con immediatezza e si è dimostrato gentilissimo, rendendosi disponibile a realizzare l’intervista.

Avevo avuto modo di ascoltarlo in diverse occasioni nel corso di trasmissioni televisive.

Debbo confessare che mi è risultato subito simpatico per la pacatezza nel parlare, perchè esponeva con chiarezza le sue idee e perché mi trasmetteva serenità.

La prima volta che lo vidi, attraversavamo tutti un momento non particolarmente difficile perché sembrava che il virus fosse in affanno.

E il Professore, intervistato, raccontò di un’anziana nonnina che era giunta nel suo reparto da qualche giorno e stava superando senza grandi problemi la sua battaglia con il virus.

Per cui il suo messaggio distensivo e incoraggiante, non solo accese in me un barlume di speranza, ma svelò anche la sua ricca umanità per la tenerezza nelle sue parole quando si soffermò a riflettere sugli anziani.

Ed ecco la nostra breve ma significativa “chiacchierata”:

Buongiorno, Professor Bassetti. Sono molto felice che lei abbia accettato la mia intervista.
Inizio subito con la prima domanda.

Professore, lei parla di indebolimento del Covid 19. Il virus è debole sulla base di evidenze cliniche, perché esistono meno pazienti gravi che giungono nei presidi ospedalieri, oppure esistono evidenze scientifiche?

“Noi abbiamo evidenza che la malattia è meno grave rispetto a ciò che accadeva nel periodo di Marzo e Aprile. I malati che abbiamo in ospedale, quei pochissimi che arrivano, sono meno gravi e quindi hanno meno necessità di cure intensive. Ciò può essere legato a tanti fattori, alla minor carica virale, al distanziamento, al lockdown etc… Io le spiego il dato clinico. Oggi abbiamo una gravità diversa rispetto ai mesi suddetti.”

Il 90% dei pazienti risulta asintomatico. Cosa significa essere asintomatico?

“Significa non avere sintomi e quindi il virus non ha dato un interessamento sistemico della malattia per cui si è portatori sani del virus.”

Un asintomatico può avere una carica virale maggiore o minore di un sintomatico?

“In genere un asintomatico dovrebbe avere una carica virale minore.”

Professore, alla luce della crescita dei contagi, crede che un nuovo lockdown possa risultare utile?

“No, sulla base di quello che sta succedendo, non credo. Poi vedremo.”

Il Policlinico San Martino di Genova e il gruppo GeCovid ha utilizzato il Tocilizumab, farmaco adoperato generalmente per curare l’artrite reumatoide insieme al cortisone per trattare il Covid 19. Quali sono stati i risultati di questo protocollo terapeutico?

“I risultati sono stati pubblicati. Abbiamo assistito ad una riduzione significativa della mortalità.”

Diversi giorni fa mi pare che lei abbia parlato di strategia del terrore e dell’allarmismo e che abbia ironizzato sul fatto che “il virus in Italia lavora e contagia soli di sera e di notte. Mentre di giorno si riposa. Sarà mica un “virus fornaio“?

“Non so se si tratta di una strategia del terrore, ma quando si dice di mettere le mascherine dalle sei di sera alle sei di mattina, mi sembra una cosa abbastanza particolare, che non ha un’evidenza scientifica. Sarebbe stato più corretto, se si riteneva ci fossero atteggiamenti non adeguati, dire che la mascherina era obbligatoria in tutti i luoghi dove c’era assembramento, anche all’aria aperta, 24 ore su 24. Sembra dare responsabilità, evidentemente, solo ad una parte. In realtà vi è stato un alleggerimento da parte dei comportamenti. Questo riguarda tutti, non solo i giovani.”

Con l’autunno il Covid potrebbe ritornare aggressivo?

“Io mi auguro di no. I dati sono sicuramente incoraggianti. Vediamo quello che succederà. Bisogna stare attenti ed evitare che in autunno compaia la psicosi da Coronavirus che è anche peggio del Covid stesso.”

Crede che le scuole debbano riaprire a settembre?

“Le scuole devono riaprire. Non credo che si possa pensare neanche per un istante di non riaprirle.”

Questa epidemia si è rivelata contenuta nel mio profondo Sud. Perché? Quali fattori possono aver determinato questa situazione?

“Io so che il virus ha avuto come focolaio la Lombardia e regioni molto vicine. Non le so dire perché al Sud si sia disseminato meno.”

Cosa ne pensa delle navi quarantena? Possono essere considerate delle strategie positive ai fini del contenimento del Covid 19?

“La quarantena è sicuramente uno degli strumenti migliori per il controllo della disseminazione dell’infezione.”

Quanto tempo saremo costretti a trascorrere in compagnia di questo virus?

“Probabilmente, per sempre perché dovremo imparare a convivere col Covid 19.”

Professore, siamo giunti al termine della breve intervista.
La ringrazio davvero tanto per la sua cortesia e cordialità.

Le auguro buona vita.

Piera Messinese

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