Non ho dubbi: sono tutto sbagliato! Di Pino Vitaliano

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Da Socrate agli scettici, e fino a Cartesio, e oltre ancora, il dubbio ha rappresentato, per usare una locuzione del mondo informatico, il vero, se non l’unico, “motore di ricerca”.
Di ricerca di una conoscenza o di una verità, voglio dire.
E, non è detto, che il dubitare porti necessariamente a una conoscenza, o a una verità, filosofica o scientifica che si voglia.
Io, un dubbio, però, ce l’ho.
Se procediamo dall’errore, come sostiene l’Africano di Tagaste, nato nel segno dello scorpione come me (si parva licet componere magnis!), allora mi vien da pensare che io sia stato generato da un errore.
Da un errore consapevole o inconsapevole, ma comunque da un errore.
Se l’uomo sbaglia, proprio perché l’errore risiede nella sua stessa natura di uomo, allora “io sono tutto sbagliato”.
Sono certo, che i miei genitori abbiano commesso un errore, generandomi.
Che mi abbiamo voluto o meno, non fa storia. Fa storia, invece, che abbiano generato un errore, cioè me.
Ma, io, non sono sbagliato solo in virtù di questo peccato originale, quanto anche per le manifestazioni del mio esser-ci nel mondo: vaganti, oscure, rivelanti, ingannevoli, false.
Perciò, sono un’anima vagante, uno spirito oscuro, una mente nascosta, un corpo ingannevole e un cuore falso.
L’errore è pensare che si possa rimediare all’errore, mentre esso rappresenta soltanto il sussulto iniziale, l’anelito primo di ogni pensare.
Tramonto e risorgo, ogni giorno, con la stessa, identica consapevolezza: “sono tutto sbagliato”.
Se, poi, scavo negli stabulari della mia memoria, non trovo che errori, sbagli, fallimenti, mancanze, assenze, e tenebrosi pensieri, ricoperti dalla polvere dell’oblio.
L’errore, è tentare di levare la polvere e dare la luce a quei pensieri nascosti.
L’errore, è nel nascondimento.
Ma è lo stesso errore, dunque il dubbio, che ci consente di procedere verso il disvelamento.
Sono nato dai pensieri ebbri, tortuosi e arroncigliati di Dioniso e di Hermes.
Sono nato dalla passione ingannevole e perversa di Afrodite. Sono stato preso in giro da Eros.
L’errore primigenio, generandomi, ha generato un mostro, e ne sono consapevole.
Nel misterioso senso di colpa (penso ad Anassimandro), l’uomo trova la sua determinazione.
Che meravigliosa bugia.
Avrei voluto restare nell’àpeiron.
Io non ho chiesto di separarmi dall’indeterminato.
Anzi, se proprio devo dirla tutta, non volevo proprio determinarmi, cioè non volevo nascere.
Nascere errore dall’errore, nel dubbio che ogni cosa torni al suo posto, ovvero nell’indeterminatezza.
Dal nulla, per errore, procedo, al nulla, nel dubbio, rientro.
Il momento più doloroso per me, credetemi, non è la certezza che io sia nato per errore, ma la consapevolezza di aver commesso errori irreparabili, e di essere tutto sbagliato.
Avevo questo dubbio, che mi ha rivelato un certezza, e volevo dirvelo.

Pino Vitaliano

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