Nella visione cattolica il Papa non è una figura da sostenere per simpatia, ma un ministero da accogliere nella fede.
Il Successore di San Pietro, qualunque sia la sua persona, è visto come segno di unità per la Chiesa.
Per questo, più che contrapporre un Pontefice a un altro, la tradizione invita a riconoscere in ciascuno il ruolo affidatogli, con stili, sensibilità e tempi diversi.
Anche figure molto differenti come Papa Francesco e Benedetto XVI hanno servito la Chiesa secondo il proprio carisma, ma dentro la stessa missione.
Il rischio del “tifo” è proprio quello di ridurre un ministero spirituale a una dinamica umana, quasi politica. Invece, lo sguardo della fede invita alla comunione, alla preghiera e al rispetto.
È interessante notare che la storia della Chiesa mostra come ogni Pontefice risponda alle sfide del proprio tempo con doni specifici.
Papa Francesco ha posto un forte accento sulla misericordia e sulle periferie esistenziali, mentre Benedetto XVI ha richiamato con profondità il valore della ragione e della dottrina.
Papa Leone è un conservatore, che non è del tutto in linea con le aperture di Bergoglio.
Ma anche un Pontefice con uno stile più attento alla tradizione e alla chiarezza dottrinale, come nel caso di Papa Leone, può essere letto, nella fede, come una risposta alle esigenze di un determinato momento storico. Non si tratta di contrapposizioni, ma di accenti diversi all’interno della medesima missione: custodire, annunciare e servire la Chiesa.
Piera Messinese






