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“Nessun uomo” di Maria Cristina Adragna

Mi attendi su questa soglia,
come se mai dovessi fare ritorno,
senza eccessi farneticanti
che mi condannino all’esasperazione.

Irrompi con gran letizia
laddove il mio umore subisce un’eclissi,
urtando con garbo contro un male irruente,
smussando gli aculei dell’intenso dolore.

E m’insegui con discrezione,
come se fossi il residuo di un’ombra,
facendo a metà con questa coltre di stenti,
fendendo gli strati più insidiosi dell’ansia.

Risanami i secondi,
gli istanti bui,
i grevi giorni,
sono preda di un caro sguardo
che scongiura il mio abbandono,
sai sfiorarmi nel profondo
come fece nessun uomo…
Ora svelami il tragitto
che conduce alla fedeltà.

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