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‘Ncunu…

È facendo le pulizie di casa che mi vengono le idee più strane.

Vedete, come tutte le italiane, anche la donna calabrese ha il suo incubo. Saranno i topi?

I cinghiali che passeggiano per le vie? Le mosche o i randagi in cerca di cibo? Ma no!

È ‘Ncunu! ‘Ncunu è un personaggio che ha poco a che fare con la mitologia. ‘Ncunu è un personaggio che si materializza quando non dovrebbe, è tutti o nessuno.

Può essere un vecchio amico che passa a farci visita o la vicina, che viene a portare qualche pettegolezzo.  Letteralmente ‘ncunu significa qualcuno.

Niente di più, niente di meno.

A favore di una sua ipotetica visita, ci sono delle condizioni imprescindibili. Tipo, non lasciare i piatti nel lavello ca si veni ‘Ncunu (tradotto se viene qualcuno), che figura ci facciamo? Nulla è lasciato al caso, i cioccolatini nella credenza si sprecano ma nessuno di casa può toccarli; si veni ‘ncunu, chi ‘nci damu (se viene qualcuno, cosa offriamo)?

Nelle case del Sud, c’è sempre qualcosa da offrire agli eventuali ‘Ncunu.

Quando però, i cioccolatini arrivano quasi alla data di scadenza, perché il previsto ‘Ncunu non si è fatto vivo, la buona mamma di famiglia, decide che è il momento di consumarli, per poi rimpiazzarli appena possibile, con altri cioccolatini, sempre per quella famosa visita.

Un plotone agguerrito assalta i cioccolati, così gelosamente custoditi e mentre le cartine volano ovunque, lanciandosele per gioco con l’ausilio di una penna vuota, chi arriva? ‘Ncunu!

Gli sguardi fulminanti della mamma ci spingono a raccattare velocemente tutto ciò che aveva preso il volo, mentre ciabattando molto lentamente, si avvia ad aprire la porta. In quale altro momento arriva ‘Ncunu?

Quando tua madre, in assetto di guerra, ha spostato l’intero armadio con tutta la roba dentro, per spolverare lo schienale. Oppure, quando in cucina, il figlio che ha ceduto la camera agli ospiti arrivati dal nord, dorme ancora sul divano letto:  – “azati, moviti, ca vinni ‘Ncunu!” (sbrigati ad alzarti, che è venuto qualcuno)- per cui, al malcapitato, che dormiva in mutande, non resta altro che alzarsi e in nano secondo, richiudere il divano e correre a coprire le nudità, dietro lo sguardo di una mamma che sembra indifferente ma in realtà, ha visto tutto.

In poche parole, si fa di tutto, si rende la casa impeccabile in attesa di una visita che non ci sarà, o almeno, non fino a quando la casa è perfetta, perché si sa, ‘Ncunu, potrebbe raccontare al mondo intero che abbiamo lasciato un fazzoletto sopra il tavolo o un granello di polvere, nell’angolo più recondito del tappeto. E pari bruttu (sembra male).

C’è un altro momento particolare che sceglie ‘Ncunu per farci visita: quando la cucina è invasa da farina, gusci d’uovo, zucchero e miele, cioè quando si è al lavoro per preparare una delle nostre leccornie. Forse attratto dai profumi che si spandono nell’aria, ‘Ncunu suona il campanello e, vedendoci con indosso il grembiule da cucina, le maniche tirate su, le dita infarinate e il cappello bianco in testa, se ne va?

Ma neanche per sogno! Con fredda determinazione, aspetta la prima padellata o la prima infornata, per andarsene col suo pacchetto profumato sotto il braccio, perché in Calabria, nessuno va via a mani vuote, neanche ‘Ncunu.

Buon anno a tutti!!!

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