L’anno scorso la comunità scientifica si era stupita dall’apparizione di una strana roccia allungata che aveva fatto la sua comparsa nel nostro sistena solare.
‘Oumuamua’. Gli scienziati non potevano determinare cosa fosse, una cometa o un asteroide, o se si trattasse di un veicolo spaziale alieno danneggiato come alcuni ricercatori avevano detto.
ll mistero è continuato fino ad ora.

Ora, un nuovo studio scientifico degli astrofisici della prestgiosa Harvard University, il Dr. Shmuel Bialy e il Dr. Abraham Loeb, offre un’ipotesi sorprendente, ‘Oumuamua’ avrebbe potuto essere un artefatto misterioso, un pezzo di una tecnologia vera e propria appartenente a una civiltà interstellare. Questa non è più una semplice ipotesi, è supportata da uno studio scientifico condotto da due stimati scienziati. Secondo loro è una sonda destinata a una missione di ricognizione. Anche se sembra incredibile, quello che hanno scritto gli astrofisici.

Ci sono, naturalmente, molte ragioni per lo scetticismo. Da un lato, ci sono spiegazioni alternative per l’accelerazione fatta da ‘Oumuamua diversa dalla pressione della radiazione solare. Passato attraverso il nostro sistema solare, ‘Oumauamua’ non ha mostrato alcun segno di avere una coda come una cometa.

Ma sembra che non avremo mai una risposta definitiva su cosa fosse “Oumuamua”. Ha lasciato il nostro sistema solare ed è troppo lontano per osservarlo ora. Gli scienziati sono rimasti a bocca aperta quando hanno visto che Oumauamua aveva accelerato quando era vicino al Sole, azzerando praticamente la sua potente forza do attrazione gravitazionale.

Anche quando era vicino, la tecnologia terrestre di osservazione radar e telescopica, poteva solo catturare immagini sfocate dell’oggetto.. Ma se riuscissero a confermare che un oggetto alieno aveva visitato il nostro sistema solare alla fine avremmo una risposta al famoso paradosso del fisico Enrico Fermi…Ma di questo parleremo la prossima volta…

Simona Bagnato 

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Simona Bagnato
Nata e vissuta in Calabria, sono diplomata al Conservatorio in chitarra classica e laureata in Giurisprudenza. Ho scelto di abbracciare l'arte e la didattica musicale. Insegnante nei licei musicali, ho partecipato a numerose rassegne nazionali di musica classica, in alcuni casi classificandomi al primo posto. Compositrice e scrittrice, sono da sempre attivamente impegnata in difesa di diritti umani e civili. Ho militato in Amnesty International ed oggi in Arcigay sezione di “Lamezia-Catanzaro-Vibo”. Ho abbracciato con entusiasmo il progetto “SCREPmagazine” già dai suoi primi albori. Mi piace l'essenza delle cose e condividerla.

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