Mi sono spogliata di tutte quelle mie vite strappate alle attese, ai dubbi, alle incertezze e ho restituito loro la dignità negata.

Le ho lasciate libere di appartenermi senza più farmi male.

Felicità significava anche guarire da un dolore che non esitava a stare col fiato sul collo.

Niente più compromessi, niente soluzioni intermittenti, nè pause nè riflessioni nè ripensamenti. Niente più inseguimenti disperati, niente colpi di testa, non farò niente che possa togliermi il sorriso.

Voglio guardarmi senza nascondermi, senza mendicare attenzioni.

Voglio che mi si accetti per ciò che sono dentro e fuori.

Nessuno deve calpestare più i miei limiti nè mettere in cattiva luce i miei pregi.

Voglio esserci io al centro del mio mondo.

Non voglio più barattare la mia serenità con i fantasmi del passato, con tutte quelle situazioni in cui il pressapochismo sentimentale governa indisturbato, in cui mi devo confrontare con realtà che si trovano distanti anni luce dal mio modo di essere.

Non voglio svendere nulla di ciò che sono stata. Ho solo passato al setaccio ciò che deve rimanere e ciò che deve esiliare.

Ho perso troppo tempo lasciandomi vivere.
Non voglio attorno a me registi, attori, comparse.
Adesso voglio essere io a condurre la mia vita.

Piera Messinese

Si ringrazia la pittrice Graziella Ciliberto per il quadro.

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