ScrepMagazine

Nasci… e poi?

Nasci.
Forse sai, ma ignori,
forse sai ma non vedi.
Ignori perché,
non sai cosa sei venuto a fare in questa vita,
e non vedi,
perché il bagliore della vita ti ha stupefatto.
Nasci nudo,
sballottato come in una grande catena di montaggio,
tanti ruoli e tante mani che ti toccano.
Nasci per vivere una vita
e come sarà…
Lo scoprirai solo vivendola.
Come diceva Battisti.
Andrai…
passo dopo passo,
stagione dopo stagione.
Nasci, cresci, impari a camminare.
Chi impara nel girello
e chi cadendo dalle scale,
chi impara a gattonare e chi …
a rischiare gli spigoli da evitare.
Cresci e cammini curiosando.
Quello che vedi all’inizio intorno a te è…
la tua famiglia?
La tua casa?
La tua zona di confort?
La tua tana?
La tua gabbia?
Ciò che è certo è:
che è… tutto tutto quello che vivi,
sia dentro che fuori.
Nasci, cresci e inizi a giocare,
osservare il tuo piccolo mondo
che si riempie di altre persone.
Età differenti, profumi differenti e…
atteggiamenti o azioni differenti.
Così diverse che…
io, A un certo punto scoprii,
che i grandi comunque andasse
avevano sempre la meglio.
Avevano sempre RAGIONE.
Pretendevano anche arrogantemente una sorta di:
“Signor sì Sig Tenente
oppure potevi scegliere come opzione
“Sì padrone”.
Nasci,
e dove lo capirai scoprendolo man mano.
I più fortunati son nati dove i grandi sono stati brave persone.
Affettuose e amorevoli.
Con un ottima e adeguata posizione sociale,
i NATI CON LA CAMICIA li chiamiamo in realtà.
Per il restante…
potevi protestare quanto volevi ma…
il posto di comando era occupato da loro.
Cresci e scopri il dolore delle cadute.
CADI, si fa la crosta e poi passa;
cadi nella tana d’un lupo e per aver fatto tardi… e te becchi pure le botte.
Botte sui lividi violacei fatti da piccoli vigliacchi senza cuore.
Nasci senza ombre,
senza cadaveri sotto i piedi.
Nasci, cresci, vivi.
Abiti forse…
in una casa colma di calore o magari
in una piena zeppa di malanni perversi?
Dormi in una stanza colorata
o sei stato messo in un angolo e poi nell’altro?
Crescendo ho imparato che:
Se ascolti la stessa canzone per un mese la impari a memoria, pensa negli anni.
Ho imparato che di fondo,
l’amicizia e l’amore sono una ricchezza che in troppi ostentano,
e non essendone capaci di provarle, ti costruiscono castelli con le carte.
Ho imparato a sorridere sempre,
anche quando dentro il petto il cuore si spezza dal dolore, quando non mi permettevo di crollare, di ferire, di contraddire e di ribellarmi…
e ho imparato che il ruolo con cui indichi le persone non garantisce ciò che sono realmente.
Poi ho imparato che sono ricca.
Ricca per ciò che sono in grado di capire oggi più di ieri.
Ricca nel rileggere il passato con una chiave diversa.
Chiave che, non cambia di certo il risultato che avrai, ne di ciò che ti consentirà di aprire, ma cambierà molto la compassione che proverai per te stesso.
Nasciamo per cosa?
C’è chi questa domanda se l’è sempre posta,
e chi invece da sempre se la evita.
C’è chi s’illude che il posto in cui nasce sia sicuro e chi non ha mai avuto nessun dubbio sul fatto che lo fosse.
Nasci, e che tu lo sappia o meno,
ciò che sei destinato ad essere
in alcuni posti è irrilevante.
Irrilevante perché ti faranno sempre vedere una te differente da ciò che sei destinata ad essere.
Nasci, cresci, cammini sul mondo.
Incontrerai altre persone, ti confronterai con loro o meno, ci sarà chi poco ti ama e chi meno ti gratificherà.
Tu viaggerai e vedrai tramonti differenti pur sul volto dello stesso cielo, ed è così che comprenderai che ogni giorno è diverso anche se è sempre “un altro giorno come tanti“.
Nasci e ti auguro di imparare prima di tutto a pretendere il rispetto della tua dignità, a partire da te stessa; di imparare a non darti mai per vinto e a credere sempre che possiamo essere persone migliori, nonostante chi ci giudicherà male.
Nasciamo ma…
Ma ignorano tutti, anche chi dice di amarti.

Sei solo di passaggio su questa Terra e lasciare o meno un buon ricordo…lo scegli solo tu stesso.
Umberta Umby Di Stefano
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