Sono da riaprire le indagini sul caso Estermann.

Lo chiedono ai magistrati della Città del Vaticano i familiari di Cedric Tornay, il vicecaporale delle Guardie svizzere accusato del duplice omicidio commesso il 4 maggio 1998 e che causò la morte del comandante Alois Estermann e della moglie Gladys Meza Romero.


L’istanza per l’accesso al fascicolo integrale è stata depositata dall’avvocato Laura Sgrò al Tribunale Vaticano, rilevando numerose “criticità” nella ricostruzione dei fatti.

La ricostruzione fornita dalle autorità vaticane è stata però sempre contestata dalla madre di Tornay, Muguette Baudat, tanto da farle sviluppare, nel tempo, teorie alternative, anche con presunti legami col caso di Emanuela Orlandi.

Era il 4 maggio del 1998 quando furono trovati nel Vaticano i corpi senza vita di una giovane Guardia Svizzera, Cedric Tornay di 23 anni, del suo comandante Alois Esterman di 44 anni e di sua moglie Gladys.

Dalle prima indagini sembrò che fosse un omicidio suicidio, il giovane soldato li aveva uccisi e poi a sua volta si era ucciso. Ma non è certo visto che nessuno, escluso le autorità vaticane ha potuto verificare come realmente si siano svolti i fatti.

Sulla tesi dell’omicidio e del suicidio restano molti dubbi.

La scena del crimine era l’appartamento di servizio dei coniugi Estermann, attiguo alla caserma e poco distante dal Palazzo Apostolico, accorrono il sostituto della Segreteria di Stato, Giovanni Battista Re, l’Ispettore Generale della Vigilanza e il Maggiore Raul Bonarelli raggiunti subito dal portavoce vaticano Joaquìn Navarro-Valls.

Del triplice delitto, non viene informato subito l’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano che opera in collaborazione con i colleghi italiani come previsto dal Concordato. Qualcuno ha ipotizzato una segreta relazione omossessuale tra i due soldati sfociata poi in tragedia, ma non è mai stato dimostrato. Ad avvalorare la “pista gay” vi sono state le dichiarazioni di Massimo Lacchei, storico e critico d’arte.

Ma il caporale non poté confermare.

Lui sapeva troppe cose, aveva conosciuto persone molto importanti. Probabilmente avevano paura che tornasse in Svizzera e raccontasse tutto. Quindi è stato punito.

Per molti sulla scena del crimine c’era un quarto uomo.

Poi il primo mistero riguarda anche una lettera spedita da Tornay qualche giorno prima della strage nella quale annunciava il suo gesto “folle”, ma sopratutto se fosse stata vera l’ipotesi del rapporto omossessuale perchè uccidere anche la moglie di Esterman.

Da alcune dichiarazioni raccolte a Borgo Pio tra gli abitanti della borgata è emerso che i due uomini dell’armata pontificia si facevano vedere spesso insieme anche in un bar, cosa “strana” visto che, per questioni gerarchiche erano impossibili.

Ma secondo la versione ufficiale del Vaticano il motivo del duplice omicidio era la vendetta, il giovane aveva forti risentimenti contro il suo comandante in quanto Esterman l’aveva in precedenza ammonito con provvedimenti disciplinari. Inoltre, sempre secondo le indagini della Santa Sede, il giovane Tornay faceva uso di sostanze stupefacenti, circostanza resa credibile dal ritrovamento di 24 mozziconi di spinelli trovati in camera sua ,in un cassetto.

Per rincarare la dose sulla “follia” del soldato la presenza sul suo cranio di una cisti che, premendo sul lobo frontale poteva essere la causa di un disturbo comportamentale. Il caso è stato archiviato in fretta nel 1999.

Secondo la ricostruzione dei fatti svolta dal Vaticano l’arma era stata trovata sotto il corpo del sottufficiale.
Sono stati esplosi 5 colpi , ma sono stati trovati solo 4 bossoli.

Dove è finito il quinto? Le finestre erano chiuse e non è stato mai provato il ritrovamento del quinto bossolo nel soffitto.

Sempre secondo quando dichiarato dalle fonti ufficiali ponteficie il giovane Cedric dopo aver assassinato i due coniugi si era tolto la vita sparandosi in bocca e morendo all’istante.
Ma secondo molti il delitto è stato compiuto in modo da creare una messa in scena: non sarebbe Cedri l’assassino degli altri due, ma si tratterebbe di un triplice omicidio ad opera di un sicario inviato da stanze segrete del Vaticano e l’obiettivo sarebbe stato proprio il neo -comandante Esterman che sembra sapesse troppo di traffici illeciti, di documenti segreti, di spie e di massoni.

La madre di Cedric ha sempre dichiarato che il figlio non era gay e che amava troppo la vita per suicidarsi.

Ma chi era Alois Estermann? Entrato nell’esercito pontificio come semplice alabardiere nel 1980 a venticinque anni, il 13 maggio 1981 era in piazza San Pietro in occasione dell’attentato di Alì Agca contro il Pontefice Giovanni Paolo II. Nell’autunno dello stesso anno, Estermann si sarebbe recato più volte in incognito a Danzica e Varsavia per coordinare l’arrivo di materiale segreto proveniente dalla Scandinavia e destinato al sindacato polacco “Solidarnosc”.

Il tema degli aiuti a “Solidarnosc” viene peraltro ripreso dal banchiere Roberto Calvi in una lettera personale indirizzata direttamente a Giovanni Paolo II il 5 giugno 1982 in un appello al Pontefice confidando in un possibile incontro.

Molto stimato dal segretario personale del Papa, Estermann dagli anni Ottanta aveva fatto parte della sicurezza del Pontefice nei suoi viaggi all’estero .

Estermann aveva una cassaforte in camera, trovata vuota, nella quale custodiva un paio di dossier importanti. Uno sull’attentato a Giovanni Paolo II e uno su Emanuela Orlandi.

Raoul Bonarelli, indagato per falsa testimonianza nell’ambito del processo sulla scomparsa della cittadina vaticana, prese il posto di Estermann dopo la morte di quest’ultimo.

Cosa si nasconde dietro gli omicidi?

C’erano davvero i dossier importanti nella cassaforte di Estermann?

Bonarelli perchè ha rilasciato una falsa testimonianza su caso di Emanuela Olrandi?

Chi era il quarto uomo presente in stanza al momento dell’omicidio?

E ancora: è vera la storia presunta tra Cedric Tornay e un politico italiano, raccontata da Lacchei?

Certo gli anni del pontificato di Giovanni Paolo II non sono stati facili perchè a cavallo di un momento storico particolarmente difficile sia all’interno delle mura Vaticane sia per la nazione intera. Sono tanti i quesiti che non avranno mai a mio parere risposte.

Segreti che non trapeleranno mai. Intrighi internazionali, rapimenti, la strana morte del “Banchiere “di Dio Roberto Calvi, Lech Walesa troppi misteri fra quelle mura…

Angela Amendola 

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