“FERMATI, MI STREMA IL DIVENIRE, LASCIAMI ESSERE!”
MATHILDE WESENDONCK 23 dicembre 1828 .
Ci fu un’intensa relazione sentimentale e artistica tra Mathilde Wesendonck e Wagner, la donna che egli definì in un biglietto“la mia cara Musa”.

Fuggito da Dresda a causa di un mandato di cattura spiccato dalla polizia per il suo coinvolgimento nelle vicende rivoluzionarie che in quell’epoca attraversavano l’Europa, Wagner trovò il suo esilio a Zurigo, dove amici e ammiratori poterono aiutarlo a superare il difficile momento.
Quel periodo durò quasi dieci anni, e fu scandito dalla creazione di straordinarie opere, ispirate dal fascino che per lui emanava Mathilde Wesendonck.
Si conobbero nella città Svizzera nel marzo 1851, ad un concerto in cui Wagner eseguì il suo Tannhauser. Mathilde era la giovane moglie di Otto Wesendonck, facoltoso commerciante di tessuti, e rimase così colpita che dopo un successivo concerto consegnò al Maestro una sua poesia. Un meso dopo Wagner gliela restituì sotto forma di una magnifica suonata.

La scintilla era scattata, e il fuoco che ne divampò fu celato nei loro cuori, alimentato dai loro incontri sempre più frequenti, soprattutto dopo che dall’aprile del 1857 i Wagner andarono ad abitare in una casa posta di fronte a quella dei Wesendonck Wagner sospinto dalla tempesta di tormentati sentimenti suscitata da Mathilde, si dedica a quell’opera che Nietzsche definì come la più alta realizzazione del musicista tedesco e l’apparizione dello spirito del dionisiaco nella musica: il Tristano e Isotta.
Con una serie di lettere Mathilde lo segue, e ne ispira lo sviluppo artistico. Gli scrive 5 testi.
In questo intreccio Richard rimanda a Mathilde le sue 5 poesie sotto forma di 5 lieder, che passeranno alla storia col nome “Wesendonck”. La sera di Natale del 1857 ne esegue uno sotto le finestre di Mathilde: il Träume (Sogni). Alcuni anni dopo in una lettera ad un’amica Wagner scrisse: “Ella è e resta il mio primo e unico amore”.

Angela Amendola 

Articolo precedenteParole al buio
Articolo successivoIl mistero della maschera di ferro
Angela Amendola
Mi chiamo Angela Amendola e vivo in Calabria dove sono nata. Appassionata di letteratura, poesia, musica ed in genere di tutte le espressioni artistiche , mi sono dedicata allo studio della poesia contemporanea e poco conosciuta. Attratta anche dalle sonorità della poesia dialettale, ho organizzato presentazioni di libri ed autori. Faccio parte di associazioni letterarie e musicali e nel 2017 ho fondato, assieme ad altri Soci Fondatori, l’Associazione “Accademia Edizioni ed Eventi” per la quale scrivo su SCREPmagazine.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui