Di Pietro Marcello con Luca Marinelli, Jessica Cressy. 

Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, un ragazzo appartenente ad una ricca famiglia borghese, Martin Eden viene accolto in casa del giovane e conosce la sorella Elena, innamorandosi di lei immediatamente.

Elena rappresenta per Martin non solo l’amore e la passione ma anche l’occasione di una rivalsa sociale a cui il giovane aspira con ardore. Desideroso di diventare un grande scrittore, Martin affronterà tanti ostacoli, legati alla sua origine umile, trovando conforto nei consigli di Russ Brissenden, un intellettuale che lo inizierà ai circoli socialisti. Tutto questo genererà un profondo contrasto con il mondo rappresentato da Elena e la sua famiglia.

Liberamente ispirato al romanzo di Jack London, la pellicola di Pietro Marcello stupisce per tanti motivi : da una parte l’interpretazione eccellente di Luca Marinelli ( coppa Volpi a Venezia come miglior attore), svincolato da modus recitativi stereotipati, e dall’altro una ricostruzione storica e scenica davvero notevole.

MARTIN EDEN è un racconto appassionato di un periodo di forti cambiamenti ( inizi del Novecento), con una efficace rappresentazione del nuovo rapporto tra uomo e società che si andava definendo; l’importanza dell’istruzione come strumento di crescita , la cultura che si diffondeva lentamente fra i ceti medi, la borghesia astro nascente e opportunista, gli ideali di rivalsa di un popolo soffocato e insofferente  ai privilegi, la lotta di classe.

Dalla California il racconto viene trasportato in una Napoli del novecento arricchita di immagini di repertorio, che fanno della Pellicola un’importante documento storico oltre che l’  affresco personale di una disillusione.

L’amarezza che nasce dal racconto di questo anti eroe è l’amarezza di un popolo intero che raccoglie a stento gli strascichi di un’identità confusa da sogni non  realizzati e da molti fallimenti.

Un’opera  ispirata e appassionata, costruita con magistrale tecnica e che lascia uno stupore acre e una sensazione di una conclusione volutamente incerta. Poetico.

Sandra Orlando 

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