Da ombrellina a giornalista grazie a… SCREPmagazine!

Un anno fa, su queste pagine, pubblicavo l’intervista a Maddalena “Maddie” Scordia, una bellissima e bravissima “grid girl” italo-australiana.

L’avevo conosciuta nel paddock e mi aveva incuriosito la sua vita da “giramondo” per lavorare come modella nei vari team motociclistici.

Alcuni giorni fa Maddie mi ha contattato per dirmi di essere stata contagiata dalla passione per la scrittura e per la fotografia proprio in seguito a quella intervista.

E così ha avviato un progetto tutto suo, che ha chiamato “paddock people”. Un portale in cui pubblica contenuti da lei stessa prodotti nei circuiti di tutto il mondo.

C’è un po’ di tutto: “chiacchierate” con piloti, meccanici e addetti ai lavori, oltre a fotografie scattate nei box, nel paddock e a bordo pista.

C’è perfino un’intervista al sottoscritto!

Per saperne di più, ho fatto alcune domande a Maddie.

Ciao Maddie, ti ho intervistata un anno fa. Ti ho conosciuta come grid girl, cioè come una “ombrellina”, le modelle che in griglia proteggono dal sole (e dalla pioggia) i piloti. Oggi, però, non sei più solo un’ombrellina, sei anche una giornalista! Come è avvenuta questa trasformazione?

«È stata una trasformazione “facile”. Prima di tutto perché, nel mio lavoro di tutti i giorni, qui in Australia, mi occupo di conti sportivi. Un lavoro che adoro. Così come adoro essere una ombrellina. È qualcosa che mi diverte moltissimo perché amo il motosport. Quando mi hai intervistata un anno fa, mi sono resa conto che sarei voluta essere un po’ come te. Così ho deciso di iniziare a raccontare storie di motorsport attraverso gli occhi di un’ombrellina come me, per poi condividerle con tutti».

Riesci a conciliare le due attività, anzi tre perché, come mi hai appena ricordato, fai anche un altro lavoro?

«Può essere stressante. Per lavoro, in settimana, viaggio spesso tra Sydney, in Australia, e Auckland, in Nuova Zelanda. Poi, nei fine settimana, mi sposto per seguire l’Australian Superbike Championship (il campionato australiano Superbike, ndr), che mi porta in giro per tutta la nazione. Vado spesso a eventi di International Motorsport in Europa e in Asia (MotoGP, WorldSBK, Asia Road Racing Championship). I miei amici mi ripetono spesso che devo avere una vita fantastica. Faccio così tante cose che a volte, oltre ad arrivare in ritardo, dimentico perfino il mio nome! Ma non cambierei quello che faccio con niente. Il motorsport è la mia passione da quando ero bambina. Quindi, devo inseguire i miei sogni».

Quando ti rivedremo in griglia e nel paddock come grid girl?

«Tra pochi giorni per la gara della MotoGp qui in Australia. Ma non posso ancora dire per quale team lavorerò».

Parlaci del tuo sito: come si chiama e di che cosa si occupa precisamente?

«Si chiama Paddock People. Facendo l’ombrellina, ho costruito una rete di relazioni e guadagnato la fiducia di tanta gente. In questo modo, nei circuiti, posso entrare un po’ ovunque, anche dove i “comuni” giornalisti non possono… Io non scrivo della gara, ma delle persone che rendono possibile un evento motoristico. Parlo di cultura motoristica e di tutto ciò che ci sta dietro: sponsor, meccanici, piloti, grid girls, giornalisti. Perché il motorsport è uno sport di squadra!».

Oltre che bella e brava sei anche un’appassionata: cosa ne pensi del Mondiale MotoGP?

La MotoGP è un grandissimo sport, e viverla dal paddock è travolgente. Ha un seguito di fans enorme, forse perché quella leggenda vivente che è Valentino Rossi continua a correre. Quest’anno sono stata molto felice di vedere tante battaglie in questa classe. È stato bravo anche Alex Rins, con la Suzuki. L’arrivo di Fabio Quartararo ha dato una scossa a tutti. Mi è spiaciuto che Johann Zarco sia andato via dal team Tech3 Yamaha».

E di quello Superbike?

«È stato un inizio dell’anno che definirei folle. Alvaro Bautista è arrivato e ha travolto tutti con la sua Ducati. Ma abbiamo parlato troppo presto, perché Jonathan Rea è tornato così forte da conquistare il suo quinto titolo di campione del mondo. Penso che la stagione sia stata buona anche per altri motivi. Ho seguito la splendida cavalcata del britannico Kyle Smith, che è diventato campione nel WorldSSP europeo (il campionato Supersport, ndr). Mi piace molto il paddock della Superbike: ho molti amici anche lì ed è un ambiente un po’ più rilassato rispetto alla MotoGp».

A proposito: meglio la MotoGp o la Superbike?

«Sono stata molto fortunata quest’anno a partecipare a gare in Spagna, Italia, Regno Unito, Tailandia e Australia. Adoro i campionati perché sono globali: non bisogna parlare tutti la stessa lingua per godersele. Qual è il migliore dei due? Non posso rispondere perché non saprei davvero che cosa scegliere».

A quale Gran Premio ti piacerebbe assistere?

«Ne ho due a cui vorrei partecipare: Silverstone, dove corrono sia la MotoGP che la British Superbike (il campionato inglese, ndr), e Misano, che è una pista speciale per molte ragioni. Ho tanti amici in Italia che abitano in quella zona».

Segui da giornalista le gare della Superbike australiana: come è il livello della categoria?

«L’ASBK è una competizione interessante, perché è “piccola”. Ma il motociclismo in Australia è sempre alla ricerca di nuovi modi per crescere ed evolversi, motivo per cui è stata da poco tempo introdotta una nuova categoria in collaborazione con la Dorna: la Junior Oceania Cup. Vi corrono ragazzi di di età compresa tra gli 11 e I 16 anni. È la competizione a cui tengo di più, perché quei bambini sono il futuro del motorsport del mio Paese».

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