Emile Zola potrebbe essere considerato come lo scrittore più moderno del XIX secolo.

C’è tanto anche di oggi in lui e nelle sue opere, talmente all’avanguardia nella sua maniera di descrivere minuziosamente i diversi ambienti e fenomeni sociali del suo tempo, un Tempo dilatato in realtà, che si protrae al nostro di Tempo e all’onnipresente tema del Culto del Denaro.

Naturalista per vocazione, la sua teoria si fonda sul “determinismo”, che subordina la psicologia alla fisiologia, sulle teorie dell’ereditarietà di Darwin e sulla biologia sperimentale.

Nella serie de LesRougonsMacquart, Zola ci racconta la storia di una grande famiglia e attraverso essa la storia di grandi mutamenti e problematiche sociali: l’industrializzazione, la povertà, la situazione della donna, il lavoro minorile.

In Nanà pervade la rappresentazione della donna, della lussuria e della perdizione in sesso e denaro , ne L’Assomoir la tematica della famiglia, del lavoro e dell’industrializzazione, alla luce di un’impietosa analisi sociale, in Germinal le miniere del Nord e l’inumana fatica e infelicità  degli invisibili lavoratori, in Therèse Raquin il desiderio e i sensi, solo per citare alcuni fra i suoi titoli più conosciuti; ma quello che hanno in comune tutti i suoi romanzi è l’occhio attento di Zola e la freddezza apparente con cui descrive nel dettaglio ambienti e personaggi.

L’aspetto psicologico è appena accarezzato ma senza indugio perchè la scrittura diviene un mezzo e uno strumento efficace a rendere una pura descrizione.

L’evocazione della folla, la percezione analitica di una massa Umana quasi informe  è talmente potente da donare un aspetto quasi “epico” ai suoi racconti.

Ispirato dalla Comèdie Humain del grande Balzac, Zola se ne fa discepolo e scava nel marciume di un’umanità grigia e triste, donando alla Letteratura mondiale pagine di maestosa grandezza e frammenti preziosi di eccelsa narrazione storica e sociologica.

Sandra Orlando

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui