‘Le ragazze sono così strane che non si sa mai cosa vogliano dire. Dicono di no quando vogliono dire sì, e fanno uscire di senno un uomo solo per il gusto di farlo.’‘
“L’amore è l’unica cosa che possiamo portare con noi quando ce ne andiamo, e rende la fine così semplice.’

I libri di Louisa May Alcott sono stati sul comodino di molte di noi. Quale ragazzina non ha mai ricevuto in regalo una copia di Piccole donne?
E così, la Alcott è rimasta per sempre legata all’idea di una scrittrice per l’infanzia. Mai etichetta fu meno azzeccata…
Louisa May era figlia del filosofo trascendentalista Bronson Alcott, un tipo particolare, molto, uno che costrinse la sua famiglia a vivere per circa sei mesi nella comunità di “Utopian Fruitlands”, dove erano vietati la carne e ogni prodotto animale e a nutrirsi solo con pane azzimo, minestrone e acqua, con serie conseguenze sulla salute dei congiunti.
A causa delle precarie condizioni economiche della famiglia, la Alcott fu obbligata a fare diversi lavori, insegnante occasionale, sarta, governante, bambinaia. I guadagni provenienti dalle sue opere furono la principale fonte di sostentamento della famiglia.
Louisa era la seconda di quattro sorelle e prpri su di sè modellò il personaggio di Joe March.

Fu tra i primi abolizionisti, si battè contro la schiavitù, fu una femminista e una grande sostenitrice del diritto di voto alle donne. Louisa realizzò il sogno della vita, intraprese nella primavera del 1865 il suo primo viaggio in Europa Londra,Ginevra,Costa Azzurra, come dama di compagnia. Gli anni però le pesano nell’anima. È una donna. Eppure, come fosse una ragazza, sente dentro il cuore un senso di rivolta, di inadeguatezza e di vaghezza. È povera. Non ha figli e  non si è sposata.

Mentre passeggia sotto la neve, sulla riva del lago, le pare che le sia rimasta solo la sua proverbiale indipendenza solitaria. E non sa che farsene, ora. Però essere lì la rallegra, per lunghe ore, la consapevolezza d’essere in Europa le scaccia dalla mente il pensiero della sua vita irrealizzata.
L’Europa è stata la scena di tutte le sue fantasticherie di bambina. E adesso è lì, come infermiera e accompagnatrice di una ricca donna invalida, Proprio in Svizzera conobbe il pianista Ladislas Wisniewski.
Ladislas era un giovane polacco di vent’anni,il quale aveva combattuto durante l’insurrezione nel suo paese, appariva, affascinante,burlone,con uno spiccato senso dell’umorismo e mondano.La Alcott era una donna di trentatré anni, un’età non molto giovanile per l’epoca, non bella, ma interessante, forte e irrequieta.

Intercorse tra loro un rapporto amichevole,quasi materno,per poi concretizzarsi in amore.Lui le insegnava il francese,lei a padroneggiare la lingua inglese.
La scrittrice americana sembrava avere un rapporto molto speciale col ragazzo polacco,diverso dai suoi altri flirt,sempre con uomini più giovani e a dire dai suoi biografi lei era anche un po’ civettuola.
Con “Laddie”,come lei lo chiamava,Louisa trascorse ancora due settimane nella capitale francese,ma dopo quest’ultimo incontro le loro strade si divisero come in programma per l’indipendente ragazza.
Quel che rimase dell’esperienza con “my polish boy” fu il “Laurie” di “Piccole Donne”.Nel 1868-1869 la Alcott scrive il suo più grande successo letterario, “Piccole donne”. Il romanzo racconta le vicende della famiglia americana dei March.

Le protagoniste principale del racconto sono Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy, quattro sorelle che cercano in tutti i modi di condurre una vita dignitosa, poiché la loro famiglia è povera. Le quattro ragazze svolgono dei piccoli lavori, in modo tale da poter condurre un modesto stile di vita. Altri personaggi del romanzo sono la madre delle ragazze, la leale domestica di famiglia Hannah e l’amico di Josephine, Laurie. 
L’opera viene pubblicata dall’editore americano Thomas Niles che, rendendosi conto del successo commerciale avuto dal romanzo, chiede alla scrittrice di scrivere altri romanzi; tra questi si ricordano “Piccole donne crescono”, “I figli di Jo”, “Buone mogli” e “Piccoli uomini”. 

Durante la guerra civile americana l’autrice di Piccole donne andò a Washington per lavorare come infermiera. Qui si ammalò di polmonite e fu curata, secondo le pratiche mediche dell’epoca, con del calomelano, un composto di mercurio, che la avvelenò.
La Alcott dovette lottare contro le conseguenze della malattia per i successivi venticinque anni della sua vita, facendo costante uso di laudano, un oppiaceo. Fu così che divenne dipendente dall’oppio. Dopo la morte della madre, nel 1879 muore anche la sorella minore May. La scrittrice in questa circostanza adotta la nipote Louisa May Nieriker. Due giorni dopo aver fatto visita al padre morente Louisa May Alcott, a soli 56 anni, muore per avvelenamento da mercurio: è il 6 marzo 1888.

Angela Amendola

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui