L’uomo si avvicinò allo sportello elettronico nell’ufficio ritiro e prenotazione diritti-desideri.

Premette con l’indice il tasto di accensione, poi avvicinò il viso alla microcamera posta nello scompartimento antistante il terminale elettronico.

“Operatore cibernetico SZB-129\02 attivo. Impronta vocale riconosciuta. Iride compatibile con apparato organico di riferimento. Benvenuto signor Stella2-o, come posso servirla?”

“Ho accumulato 100 buoni credito e volevo prelevare il mio desiderio-diritto del mese, per cortesia.”
Rullo di tamburi. Il monitor si abbuiò e un istante dopo sullo schermo comparve una pioggia di coriandoli colorati a simulare l’esplosione dei fuochi d’artificio. La voce metallica e asettica del computer parlante si tramutò e dagli altoparlanti proruppe una melodia dolce e sensuale, una voce femminile ammiccante e seducente.

“Ooooh complimenti Stella2-o, è già il terzo mese di fila che lei usufruisce del desiderio-diritto. Lei è davvero un cittadino modello, sa? Ammirevole, ammirevole.”
“Grazie grazie” disse, arrossendo, l’uomo di mezza età che si stringeva nelle spalle e sorrideva timidamente nel sentirsi elogiato in maniera così decisa e lusighiera.
Il computer tornò a parlare in modo meccanico e freddo, pronunciando lo slogan di propaganda del regime.”Viva la grande patria Asuria! Il governo ha a cuore la felicità dei suoi cittadini, garantisce diritti in cambio di pochi, sani, semplicissimi doveri. Siate onesti, buoni, moralmente ineccepibili, rispettate i dieci precetti del testo costitutivo del nostro grande paese e sarete ricompensati col dono del godimento dei diritti che desiderate. Volete sposarvi? Il governo vi trova una consorte. Volete un’auto nuova? Il governo ve la compra. Volete che vostro figlio superi il prossimo esame all’Università? Il ministro dell’istruzione contatterà personalmente il docente universitario della prossima sessione d’esami e provvederà a raccomandare vostro figlio per garantirne la promozione. I governanti operano per voi, per la vostra felicità”.
“Sempre evviva la grande patria Asuria!” esclamò una folla di persone che si era radunata alle spalle dell’uomo, proseguendo con una serie di applausi e strette di mano per congratularsi con il trionfante cittadino.
“Ora procediamo signor Stella2-o. Inserisca la card dove ha registrato i buoni credito per acquistare il suo desiderio. Formuli la sua richiesta. Che cosa desidera?”
L’uomo si avvicinò lentamente allo sportello e, dopo aver accennato un sorriso, disse, quasi sussurrando:

”Voglio morire!”

Lo schermo del computer tornò ad abbuiarsi, poi comparvero una clessidra e la scritta “loading…” che lampeggiavano su uno sfondo color nero pece.

“ERRORE! ERRORE!”

La voce metallica aveva assunto un tono allarmato e, quasi contestualmente, si sentì il suono di una sirena, mentre una luce rossa lampeggiante inondava la schermata del monitor. In breve tempo la sirena di una volante della polizia annunciò il suo arrivo, si fermò sul marciapiede di fronte all’ingresso dell’ufficio e ne uscirono due poliziotti che si fiondarono nell’edificio.

“In alto le mani, Stella2-0! Ci è stata segnalata una richiesta di malcostume da parte tua effettuata mentre esprimevi il tuo desiderio-diritto”, disse uno degli sbirri puntandogli contro un fucile a pompa. Il suo collega si allontanò verso destra muovendosi lentamente in punta di piedi mentre stringeva tra le mani un paio di manette. Sembrava cercasse di passare inosservato.
“Ho solo chiesto di morire. Che c’è di male? Non intacco i diritti di nessuno, è una richiesta che riguarda solo la mia sfera personale. Sono infelice e voglio farla finita, perché negarmi questo desiderio?”
“Ci sono dei diritti che non possono essere esercitati, Stella 2-o. Dovresti saperlo!”
“Perché? Per la propaganda del governo? I nostri amati politicanti non vogliono far sapere che il sistema da loro ideato crea anche infelicità e insoddisfazione perché la gente non ha bisogno di conquistarsi delle vittorie, di realizzarsi in piena indipendenza e assoluta libertà?”
“Non un’altra parola, Stella2-o. Basta Così!” disse il poliziotto, notando l’espressione di sdegno e ribrezzo sui volti dei presenti che un attimo prima applaudivano quello che consideravano un modello di riferimento per il suo rispetto delle regole e la perseveranza nel dimostrare la sua ineccepibilità morale e che ora dava segni di totale squilibrio. “Come osa quel villano? Offendere i nostri beneamati capi di governo e il piano per la felicità e il benessere ideato per noi”, esclamò un’indignata signora anziana.

“Non vi rendete conto che ci stanno trasformando in automi?

Controllano le nostre menti, ci annullano l’ingegno e la volontà, così possono avere dei servi, manichini senz’anima da muovere a piacimento. Ci regalano ciò che desideriamo togliendoci la soddisfazione di realizzarci autonomamente, maturando e diventando degli esseri umani migliori, saggi e coraggiosi, uomini e donne che hanno fatto delle esperienze. Guardate, non si può esprimere neanche dissenso. Io vi chiedo, signori, vi piace questo modo di vivere? Non sentite un sottile disagio, una vena d’insofferenza nella vostra vita quotidiana? Io vi chiedo, concittadini, amici, fratelli, chi siamo noi? Chi sono io? Chi sono iooo?” L’uomo cominciò a correre in direzione del poliziotto, mantenendo in bocca e trascinando in un urlo la O finale della parola che aveva pronunciato poc’anzi. Si udì uno sparo e un fiore rosso si aprì sul suo petto, arrestando la sua corsa. Nel tempo necessario ad un sospiro di morte il pavimento su cui si era riversato il suo corpo si macchiò di sangue, una pozzanghera scarlatta che si allargava sempre di più comparve ad imbrattare il candido pavimento di marmo.
“Agente Forier 79(-1) w9 , il soggetto è a terra. Necessario scontro a fuoco. Mandate un’ambulanza” disse uno dei due poliziotti parlando ad una radio che aveva tirato fuori dal giubbotto di ordinanza.
L’edificio fu evacuato per permettere l’opera di pulizia del luogo agli addetti al servizio pubblico per mantenimento decoro e ordine, che rimossero il cadavere e ripulirono il sangue in pochi minuti, così l’ufficio potè riaprire e tornare operativo.
Un uomo entrò nell’ufficio e si avvicinò allo sportello elettronico. Premette con l’indice il tasto di accensione, poi avvicinò il viso alla microcamera posta nello scompartimento antistante il terminale elettronico.

“Operatore cibernetico SZB-129\02 attivo. Impronta vocale riconosciuta. Iride compatibile con apparato organico di riferimento. Benvenuto signor Trinida 23-q|lo, come posso servirla?”

Arsenio Siani

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Arsenio Siani
Mi chiamo Arsenio Siani, sono un counselor, scrittore e docente di corsi di scrittura creativa. La passione per le pratiche di trasformazione ed evoluzione interiore mi ha condotto a frequentare una scuola di counseling. Parallelamente il mio percorso ha visto un’evoluzione e una crescita interiore grazie alla scrittura, dapprima erano pensieri sparpagliati e confusi riversati su fogli di carta, poi la mia mente e la mia anima hanno cominciato a concepire storie, racconti di vita partoriti da sogni, desideri, rimpianti e speranze. Un ascolto dei miei sentimenti e delle mie emozioni che mi ha portato a scrivere cinque romanzi in meno di tre anni e innumerevoli racconti. Nel 2016 ho accettato anche la sfida di diventare docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università popolare di Siena, dove vivo da 12 anni. Nel 2017 ho iniziato la mia collaborazione con “Accademia” curando due rubriche per la rivista “Screpmagazine”, una dedicata al benessere psicologico e l’altra alla violenza sulle donne. Proprio da quest’ultima esperienza nasce una mia nuova pubblicazione, “Quello che le donne non dicono”, in cui vengono raccolti gli articoli, rielaborati per l’occasione, comparsi sulla rubrica, per Titani editori, pubblicato nel marzo 2018.

1 commento

  1. Bellissimo racconto distopico ma a un certo punto mi ha fatto anche -scompisciare- dalle risate. Quando il signor Stella2 urla: “Chi sono io?” Io ho pensato subito che il computer rispondesse: ” ti sei scordato di essere Shinichi?” ….e ancora rido. Grazie Arsenio Sei un grande

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