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Lo scrittore assassinato

“Lo scrittore assassinato” di Miranda James è un romanzo pubblicato da Leggereditore che apre il sipario su uno scenario di una piccola cittadina e in particolare su due personaggi strettamente legati tra loro: un bibliotecario e il suo gatto, protagonisti di un’indagine che stimolerà la loro curiosità e i loro sensi percettivi.

“Quel pomeriggio, mentre mi trovavo al banco informazioni per aiutare gli utenti della biblioteca, avrei voluto maledire la sorte nel vederlo avvicinarsi. Sentii un verso interrogativo salire dai miei piedi e il mio sguardo su posò su Diesel, il mio gatto maine coon di tre anni. Era sempre stato in grado di percepire quando qualcuno, o qualcosa, mi provocava stress o ansia, quindi gli sorrisi.”

A questa coppia di protagonisti Miranda James intreccerà con accurata minuzia di particolari e dettagli personaggi come Connor, drammaturgo famoso e acclamato caratterizzato da un pessimo carattere, carattere che traspare anche nella scrittura dei suoi progetti, dalla penna tagliente, che impegnato nella stesura della sua prossima opera teatrale si paleserà per ciò che è.

Forte l’antipatia reciproca tra il bibliotecario e il drammaturgo, determinata anche dalle loro forti contrapposizioni di pensiero e azioni; dissidio che ingloba la figura della figlia del bibliotecario, promettente attrice, che suo malgrado diverrà la sospettata principale dell’assassinio del drammaturgo. Così il bibliotecario e Diesel si muoveranno tra libri, scaffali della biblioteca e una lunga serie di personaggi strettamente collegati al drammaturgo.

“Quando raggiunsi la porta dovetti fare una pausa per riprendere fiato. Non riuscivo a parlare perché stavo respirando. Diesel miagolò forte e grattò la porta, leggermente socchiusa. Il suo peso la costrinse ad aprirsi e il cuore quasi mi mancò quando intravidi l’interno. C’erano libri e fogli sparsi ovunque.”

Durante le varie vicissitudini delle indagini il lettore avrà modo di riflettere sul lato oscuro della violenza e delle sue espressioni nelle modalità più svariate, che sfociano sull’unico scenario che porta al male. Il male sembra far parte della natura umana, come contrapposizione al bene, e muove e sprigiona forze sconosciute e oscure spinte ad agire in modo dannoso, come un’onda anomala che travolge tutto.

Tutto si riconduce al libero arbitrio, che caratterizza la scelta delle azioni del singolo individuo, l’autonomia di decidere per sé, ma questa libertà non sempre sceglie nel rispetto di chi ci circonda, anzi le azioni possono essere distruttive oltre che infime e subdole.

“Il dramma sarà il mezzo. Sono state le ultime parole che gli ho sentito pronunciare.”

Perché leggere questo giallo: non solo per l’istinto del detective felino e la perspicacia del bibliotecario, ma anche perché la narrazione riesce a mantenere un ritmo alto e coinvolgente, che aggroviglia il lettore tra i fili da districare di questo caso particolare.

 

Simona Trunzo

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