Mary Quant e la rivoluzione della moda: l’invenzione della minigonna.

Ci sono diverse Mary leggendarie nel Regno Unito: Mary I Stuart, Regina di Scozia e la famosa Bloody Mary, ovvero Maria I detta “la sanguinaria”, ma senz’altro ricordiamo più facilmente la Mary a noi più vicina: una ragazza che non voleva crescere, che è diventata un’icona del nostro secolo grazie alla sua visione della moda e della donna.

La stilista e imprenditrice di successo, Mary Quant.

Mary Quant nasce a Blackheath, un sobborgo di Londra, l’11 febbraio del 1934, da una coppia di insegnanti.

Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia di Mary decide di spostarsi da Londra al Galles, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza.

Già da piccola ha una passione per i vestiti; come racconta nell’autobiografia.

Con fatica e grazie soprattutto ad una borsa di studio riesce a convincere i genitori a farle frequentare il Goldsmiths College of Art di Londra dove incontrerà il suo futuro socio e marito, Alexander Plunket Greene.

I due conoscono il fotografo Archie McNair e quando Alexander, al suo ventunesimo compleanno, eredita dei soldi, decidono di creare un business insieme.

È il 1955, e si ritrovano a essere al momento giusto, nel posto giusto e con l’idea giusta: aprono una boutique, Bazaar.


Rispetto al suo amore per la moda, dice: “Credo di aver sempre saputo che quello che volevo di più era fare vestiti. Vestiti che fossero divertenti da indossare. Da piccola, il mio idolo era una bambina che conoscevo che faceva lezioni di tip tap e vestiva con un maglione aderentissimo nero, una gonna corta a pieghette nera, lunghe calze nere, calzini bianchi corti e scarpe di vernice col cinturino alla caviglia. Quanto l’ho invidiata!“.

Siamo alle porte dei favolosi anni ’60, un periodo che vedrà diversi cambiamenti politici, culturali e sociali.

Ad incarnare questa voglia di cambiamento e rinascita sarà proprio la generazione che darà vita alla Swinging London.

La città di Londra, infatti, diventa il punto di riferimento del fervore di quel periodo che si estenderà oltre il Regno Unito: si ascoltano i Beatles e i Rolling Stones; Carnaby Street è la via che lancia mode e tendenze.

La scelta dei vestiti non è più una questione secondaria, dettata dalla necessità di comprare qualcosa di nuovo, ma è una scelta precisa che dice molto di chi li indossa tanto che i luoghi d’incontro diventano le boutique e i negozi.

Lo stile che propone è nettamente diverso dalla moda del tempo è naif, colorato e divertente il prezzo, accessibile alle tasche dei giovani.

Non ci sono vecchi commessi a servire i ragazzi, ma giovani coetanei, con i quali ci si può fermare a parlare in negozio si può stare per quanto tempo si vuole e ci si trova di tutto: maglioni, gioielli, vestiti, cappelli, cinture.

Le vetrine sono curate nel minimo dettaglio per attirare l’attenzione dei passanti; devono dare l’idea dello stile dei vestiti e di chi li indossa.

Mary cambia i vecchi manichini per metterne di nuovi, più somiglianti alle persone e con tagli di capelli alla moda.

Il negozio è innovativo tanto quanto ciò che vende; realizza il desiderio di libertà e di emancipazione delle donne, creando per loro e per sé abiti divertenti, colorati e corti.

Unisce la sensualità delle gambe scoperte alla semplicità e linearità del taglio, in modo da risultare molto femminili ma adatti a tutti i giorni, le ragazze hanno una grazia e una purezza nel modo di muoversi che poco ha a che vedere con le proposte della moda passata.

Le veste dunque, da capo a piedi, con questa idea di look in mente, che combini femminilità e praticità.

Sperimenta quindi nuovi materiali, lucidi e impermeabili: le scarpe hanno un tacco largo e comodo, gli stivali sono alti fino al ginocchio. I pantaloni sono scampanati o cortissimi (gli hot pants) e le gonne anche.

Tant’è che, ispirandosi al nome della macchina Mini (arrivata da poco sul mercato), sarà lei a lanciare la celeberrima minigonna (miniskirt), per cui diventerà famosa in tutto il mondo.

La sua idea di femminilità ha le sembianze di una giovanissima Twiggy, modella che lancerà come icona della moda dell’epoca.

Angela Amendola

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