Lettere scritte per essere lette da una persona sola, quella che si ama, lettere rinchiuse in cassetti  della memoria e scritte nella lingua dell’amore. Ma lettere come questa, scritta da Oscar Wilde dalla prigione  al suo amatissimo Bosie, raccontano l’umiliazione insieme all’amore più profondo.

Wilde incontra Lord Alfred “Bosie” Douglas nel 1891. Bosie è giovanissimo, ha 21 anni e studia a Oxford. Poeta di talento, diventa inesauribile fonte d’ispirazione dello scrittore, suo amante e genio. Wilde scrisse Salomé durante la loro storia d’amore, e altre opere tutte importanti nella sua attività letteraria. De Profundis è una lunga lettera a Bosie, scritta durante la carcerazione.
Quando Wilde, nel 1895, perse il processo di diffamazione intentato contro il marchese di Queensbury, padre di Bosie, venne incarcerato. Gli amici speravano decidesse di scappare dall’ Inghilterra, ma Wilde rimase lì, per due anni, in prigione, a scontare la sua condanna per perversione sessuale.. Divenne così un miserabile agli occhi della società che prima lo aveva lodato e l’artista stupendo fu dimenticato, i suoi oggetti, libri, mobili, vennero messi all’asta, la rappresentazione delle sue opere, proibita. Fu scarcerato il 19 maggio 1897. In prigione scrisse la lettera che diventò appunto il De Profundis.

Dopo la scarcerazione Oscar Wilde prese a viaggiare andò a Roma, in maggio a Parigi. Si ammalò di meningite e continue emicranie non smettevano di tormentarlo. Morì il 30 novembre e venne sepolto a Bagneux il 3 dicembre. Il 20 luglio 1909 le spoglie furono spostate a Père Lachaise, dove tuttora si trovano. Questa una lettera a Bosie, datata 29 aprile 1895.

.Mio carissimo ragazzo,
questa mia è per rassicurarti del mio eterno amore per te. Domani tutto sarà finito.
Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e l’idea, la convinzione più ancora che divina, che tu mi contraccambi, mi sosterrà nella mia infelicità e mi renderà capace, spero, di sopportare pazientemente il dolore. Poiché la speranza, o piuttosto la certezza, di incontrarti di nuovo da qualche parte, è lo scopo e l’incoraggiamento della mia vita attuale, ah! Devo continuare a stare al mondo per questo.
Il caro… è venuto a trovarmi oggi. Gli ho dato diversi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato: mia madre non ha bisogno di nulla. Ho sempre provveduto a lei e l’idea che potesse soffrire di qualche privazione mi rendeva infelice. Per quel che ti riguarda (grazioso ragazzo dal cuore di Cristo), ti prego, appena avrai fatto tutto quello che puoi, parti per l’Italia, riacquista la tua tranquillità e scrivi quelle poesie che solo tu sai con quella tua grazia unica. Non esporti in Inghilterra, per nessuna ragione.
Oh se un giorno a Corfù, o in qualche altra isola incantata, ci fosse una piccola casa dove vivere insieme!
La vita sarebbe più dolce che mai.
Il tuo amore ha grandi ali ed è forte, il tuo amore arriva a me attraverso le sbarre della prigione e mi conforta, l’amore è la luce che illumina le mie ore.
Coloro che non sanno cos’è l’amore, so che scriveranno, se il destino ci sarà avverso, che io ho avuto una cattiva influenza su di te. Se sarà così, tu dovrai scrivere a tua volta che si tratta di una falsità.
Il nostro amore è stato sempre bello e nobile, se sono stato la vittima di una terribile tragedia, è perché la natura di questo amore non è stata compresa.
Nella lettera di questa mattina dici una cosa che mi dona coraggio. Devo ricordarla. Scrivi che è mio dovere, nei tuoi confronti e nei miei, vivere nonostante tutto. Credo che sia vero. Proverò a farlo.
Voglio che tu tenga il signor Humphrey informato sui tuoi movimenti, così quando verrà potrà dirmi cosa stai facendo. Credo che gli avvocati possano vedere i prigionieri abbastanza spesso. Così potrà comunicare con te.
Sono contento che tu te ne sia andato. So quanto deve esserti costato. Ma sarebbe stata un’agonia per me saperti in Inghilterra, quando il tuo nome fosse venuto fuori durante il processo. Spero che tu abbia copie di tutti i miei libri, le mie sono state vendute.
Tendo le mie mani a te. Possa io vivere per toccare le tue mani e i tuoi capelli. Penso che il tuo amore vigilerà sulla mia vita. Se dovessi morire voglio che tu viva una vita serena da qualche parte, circondato da fiori, libri, dipinti e tanto lavoro.
Cerca di farti sentire presto. Ti sto scrivendo questa lettera in mezzo a una grande sofferenza; questa lunghissima giornata in tribunale mi ha reso esausto.
Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti gli uomini, il più amato e adorabile. Oh aspettami! Aspettami!
Sono ora, come sempre da quando ci siamo incontrati, con eterno amore devotamente tuo,
Oscar.

Angela Amendola

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui