Alessandro Magno era un fine stratega. Durante la sua campagna in Oriente giunse fin nell’attuale Pakistan dove si trovò davanti ad una fortezza inespugnabile, incastonata sulla vetta di una montagna e difesa ai lati da altre due vette ancora più ripide e apparentemente inaccessibili, con pareti verticali lisce come lastre di ghiaccio. L’unico accesso alla fortezza era rappresentato da un sentiero stretto che giungeva fino alle sue porte. La strategia ordinaria per cercare di conquistare la fortezza suggeriva di procedere ad un attacco frontale, rischioso e dall’esito incerto, che avrebbe sicuramente comportato molte perdite tra i soldati macedoni. Riunito il suo consiglio di guerra, formato non solo da militari ma anche da ingegneri, sapienti e filosofi, studiarono la soluzione più adeguata a quella situazione. Insieme optarono di concentrarsi, piuttosto che sull’espugnazione della fortezza, sulla conquista delle due vette che la  sovrastavano. Da lì, dall’alto, avrebbero potuto sferrare un attacco più efficace. Stabilito questo obiettivo, studiarono il metodo per conquistare le vette, le quali erano particolarmente inaccessibili. A quel punto giunse l’intuizione di utilizzare i pioli che sorreggevano le tende per scalare le pareti, inventando in questo modo la scalata in  cordata. infatti i pioli avevano un anello attraverso cui i militari fecero passare delle funi, una volta che i pioli furono piantati nella roccia fu possibile effettuare la scalata in sicurezza. Alessandro Magno fece così scalare le montagne ai suoi soldati migliori che, giunti sulle cime, uccisero con le frecce le guardie della fortezza, che poté così essere espugnata.

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Arsenio Siani
Mi chiamo Arsenio Siani, sono un counselor, scrittore e docente di corsi di scrittura creativa. La passione per le pratiche di trasformazione ed evoluzione interiore mi ha condotto a frequentare una scuola di counseling. Parallelamente il mio percorso ha visto un’evoluzione e una crescita interiore grazie alla scrittura, dapprima erano pensieri sparpagliati e confusi riversati su fogli di carta, poi la mia mente e la mia anima hanno cominciato a concepire storie, racconti di vita partoriti da sogni, desideri, rimpianti e speranze. Un ascolto dei miei sentimenti e delle mie emozioni che mi ha portato a scrivere cinque romanzi in meno di tre anni e innumerevoli racconti. Nel 2016 ho accettato anche la sfida di diventare docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università popolare di Siena, dove vivo da 12 anni. Nel 2017 ho iniziato la mia collaborazione con “Accademia” curando due rubriche per la rivista “Screpmagazine”, una dedicata al benessere psicologico e l’altra alla violenza sulle donne. Proprio da quest’ultima esperienza nasce una mia nuova pubblicazione, “Quello che le donne non dicono”, in cui vengono raccolti gli articoli, rielaborati per l’occasione, comparsi sulla rubrica, per Titani editori, pubblicato nel marzo 2018.

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