Analizzando “Le Rouge et le Noir ” di Stendhal , Jean Prèvost cita Hegel:

<<…Il romanzo è il conflitto tra poesia del cuore e l’opposta prosa delle relazioni sociali e del caso…che oppongono violentemente le loro esteriori barriere all’ideale e ai diritti infiniti del cuore>>.

La formula di Hegel ben racchiude e rappresenta quello che è il nucleo centrale del romanzo stendhaliano : prosa e poesia si contrappongono in una lotta che mette a confronto immagini, sentimenti , desideri dell’Io di Stendhal e dall’altra la vita borghese a Grenoble ( la città in cui vive Julien Sorel, protagonista del romanzo).

Partendo da un caso reale di cronaca del luogo ( l’” Affaire Berthet”) Stendhal ne trae spunto per costruire la trama del suo libro, arricchito di esperienze personali. Oltre ad offrirci una delle più intense storie d’amore della letteratura mondiale, il romanzo è anche un atto di accusa contro la società del tempo fondata sui privilegi dell’aristocrazia e del clero e sui valori dell’ Ancien Règime.

E nel dilemma tra verità e finzione , tra vita e letteratura sta proprio la grandezza del romanzo, continuamente sospeso in una dimensione centrale e con un contatto costante e reciproco tra i due mondi: la verità trae energia dalla fantasia e la finzione nasce dalla verità dei fatti.

Attraverso la storia di Julien Sorel ( animo di soldato napoleonico ma futuro prete nella vita reale), del suo sogno di libertà, riscatto sociale, amore ed “énergie”, Stendhal ci presenta l’immagine di una società che lotta contro un cambiamento storico e sociale inevitabile.

Il “Rosso e il nero “ resta comunque soprattutto un grande romanzo di sentimenti; al di la del fatto di cronaca, il dramma d’amore è il nucleo attorno a cui far ruotare poi il resto. La passione nata tra Julien Sorel, ( giovane ragazzo di campagna,) e Mme De Renal, (donna virtuosa dall’ineccepibile integrità morale,) fa da contraltare all’altra storia sentimentale parallela: quella tra Julien e la giovane aristocratica Matilde , arrogante e presuntuosa parigina. Due donne diverse , due diverse tipologie di femminilità, due modi diversi di Amare. Nel rapporto tra Julien e Mme De Renal l’amore è desiderio e completamento di un mancato affetto materno, in quello con Matile l’IO frustrato sopperisce ad una forte frustrazione sociale.

La raison che argomenta da un lato e l’ ame sensible dall’altro , la delicatezza del cuore e la freddezza della ragione.

L’amour de vanité e l’amour passion si scontreranno infine e quelle che sono le due parti della visione stendheliana dell’amore falliscono in un impossibile congiungimento . Julien amerà entrambe le due donne in modo diverso e spesso contraddittorio e solo alla fine giungerà al termine della sua educazione sentimentale, con una nuova consapevolezza; paradossalmente Stendhal solo nelle ultime pagine farà comprendere a Julien l’ordine vero delle cose, quando ormai non c’è più il tempo per fare la scelta più giusta.

Ed è con il Binomio tra Amore e Morte ( sempre presente nello scrittore) che si conclude la storia , a voler indicare come per l’autore l’Amore vero possa esser solo idealizzato ed esser vissuto solo in condizioni eccezionali.

Sandra Orlando

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