Quante volte, dopo aver lavato a mano gli indumenti più delicati, ringraziamo, svuotando il portabiancheria, l’inventore della lavatrice. Innegabile la sua utilità in ogni casa. Tutti ci prendiamo di panico qualora si rompesse all’improvviso!!Scopriamo qualcosa di più sulla “macchina magica”.

Sappiamo tutti che è una macchina utilizzata per il lavaggio dei capi di abbigliamento. Il ciclo di lavaggio utilizza l’acqua diluita con detersivo creato appositamente per essa.

 Le prime macchine per lavare furono ideate tra il 1765 e il 1767 da G.F. Stenders e J. C, Schaffer, un apparecchio in legno con una rudimentale centrifuga manuale.  Le prime lavatrici furono ideate come macchine per “sfregare” i panni, simulando proprio il lavaggio a mano. Queste macchine funzionavano con movimento manuale all’inizio per passare poi all’elettrico. Però provocavano un’usura eccessiva dei panni e il lavaggio era deludente. La soluzione efficace fu applicarvi un agitatore: il principio era di spingere la soluzione detergente attraverso le fibre dei tessuti agitandoli e “sbattendoli” attraverso l’acqua. Questa tecnologia venne sviluppata in America. Le lavatrici   ad agitatore fornirono prestazioni migliori e furono preferite ai modelli a cestello. Negli anni furono dotate di resistenze per il riscaldamento dell’acqua, mangani a rulli per la strizzatura della biancheria. Nascono le cosiddette “twin tub”, lavatrici a due vasche: una, con agitatore, nella quale si effettuava il lavaggio dei panni, l’altra, con cestello ad asse verticale, dove i panni venivano risciacquati e strizzati per centrifugazione. La prima lavatrice elettrica fu lanciata negli Stati Uniti nel 1907 da A. Fisher. 

Dopo il secondo dopoguerra, le industrie elettromeccaniche iniziarono attività di ricerca e produzione di lavatrici. In Italia grande diffusione ebbe la lavatrice di Peppino Fumagalli ossia Candy modello 50, prodotta nel 1947, seguita dalla Candy bi-matic, prodotta nel 1957, dalla Rex-Zanussi mod. 250, prodotta alla fine del 1950. Con il passare degli anni si apportarono molte migliorie dovute anche all’adozione delle vaschette per il detersivo separate per pre-lavaggio, lavaggio, additivi di risciacquo. Le lavatrici moderne hanno grande efficienza energetica, con relativa riduzione di consumo d’acqua ed energia.

 Oggi esistono due tipologie di lavatrici:

  • Con carica dall’alto, nelle quali lo sportello di carico è posto sulla parte superiore della macchina e di dimensioni minori rispetto alle lavatrici a carica anteriore;
  • Con carica anteriore, che hanno uno sportello rotondo sulla parte frontale della macchina, il cosiddetto oblò.

Con l’introduzione del microprocessore l’uso è ancor più semplice: migliora il lavaggio; riduce l’usura; con il timer si decide l’ora di partenza del lavaggio.

Per poterla utilizzare è sufficiente aprire lo sportello del detersivo e inserirlo, mettere i capi da lavare nello sportello dell’oblò, richiudere lo sportello e utilizzare vari pulsanti per decidere le funzioni della lavatrice quali velocità, tempo minimo, asciugatura, ecc…. Le lavatrici hanno anche una chiusura automatica di sicurezza dell’oblò, che ne impedisce l’apertura durante il funzionamento.

Da maggio 1999, su tutte le lavatrici deve essere apposta l’etichetta che suddivide le macchine in classi di efficienza energetica a seconda di una serie di parametri. Da dicembre 2011 è diventata obbligatoria la nuova etichetta energetica che include classi di efficienza superiori alla classe A per l’energia introducendo le varie A+, A++ e A+++, con ciascun “+” ad indicare una riduzione del 10% del consumo rispetto alla classe energetica A.

Adesso sappiamo chi ringraziare ogni qual volta carichiamo la nostra magica macchina e dedicare il tempo ad altre attività.

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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