La Calabria è la terra del mare e del peperoncino, della cipolla rossa di Tropea, del pecorino del monte Poro e della ‘nduja di Spilinga.

Vanta le più belle località balneari italiane come Tropea, Scilla, Pizzo e le incontaminate montagne silane con i laghi incastonati come dei gioielli nel verde.


Ma sapevate che anche la Calabria vanta una piccola Matera nei suoi territori?

E’ il villaggio di pietra che si trova nel territorio di Zungri.


Affacciato su una vallata, proprio nel territorio di Zungri, si trova un villaggio che è risalente all’epoca medievale, con le abitazioni scavate nella pietra e incastonate una sopra l’altra.

Sono le Grotte degli Sbariati.

Un villaggio sorprendente con un’atmosfera quasi magica, tra scalette, cunicoli e sorgenti naturali della piccola “Matera calabrese”.

Zungri è l’ultimo comune italiano in ordine alfabetico, ma è il primo delle località più interessanti che si trovano nell’entroterra calabrese.

Il paese si trova su un versante dell’altopiano del monte Poro.

Le fonti storiche raccontano come il territorio sia stato popolato fin dall’epoca preistorica, sono stati numerosi i ritrovamenti di età greca e romana.

Ma è nel Medioevo, nel XII secolo che Zungri inizia a formarsi, con l’arrivo degli Sbariati, parola dialettale che si riferiva agli sfollati di quel periodo storico, un gruppo di monaci basiliani in fuga dall’Oriente.

Alle coste che erano saccheggiate continuamente dagli Arabi, i monaci preferirono il territorio interno, iniziando a terrazzare la montagna e scavare nella roccia le loro abitazioni, i ricoveri per gli animali e i depositi per il cibo.

La prima tappa in cui fermarsi nel piccolo paesino di Zungri è il Museo della civiltà rupestre e contadina, allestito all’interno di un vecchio frantoio.

Subito dopo troviamo un vecchio palmento e un opificio per la produzione del vino, formato da due vasche comunicanti di diversa profondità. L’uva era pigiata nella prima vasca e poi il mosto defluiva nella seconda per la fermentazione.


In tutto ci sono 100 grotte, formate da uno o due ambienti, anche a più piani, di forma circolare o quadrata con funzione sia di unità abitativa o di silos per il deposito del grano.

Quella più antica è costruita su 4 livelli, all’interno è visibile un graffito simile ad un pesce.

La parte finale del sito degli Sbariati, nasconde un piccolo angolo di paradiso.

Una sorgente immersa nel verde della natura.

Una piccola oasi di pace dove il tempo è scandito dal semplice ticchettio delle gocce d’acqua che si riversano nella vasca. In questo luogo il tempo si è fermato.

Angela Amendola

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