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Le gemelle “Dadaumpa”

Alice ed Ellen Kessler, icone dello spettacolo europeo, si sono spente insieme il 17 novembre 2025 a 89 anni nella loro casa di Grunwald, vicino Monaco di Baviera. La loro morte, avvenuta tramite suicidio assistito, ha suscitato grande commozione e un’ondata di ricordi nel mondo della cultura e della televisione.
Alice ed Ellen Kessler, nate il 20 agosto 1936 a Nerchau in Sassonia, hanno segnato un’epoca. Dopo gli esordi come ballerine al Lido di Parigi con le Bluebell Girls, arrivarono in Italia nel 1961 e conquistarono il pubblico con la loro eleganza e le coreografie impeccabili. Negli anni ’60 e ’70 furono protagoniste di programmi come Studio Uno e Canzonissima, diventando celebri come le “gambe della nazione”.
La loro carriera attraversò decenni: collaborarono con Mina, Raffaella Carrà, Alberto Sordi e parteciparono persino al Festival di Sanremo nel 2014, dimostrando una vitalità artistica senza tempo.
Secondo quanto riportato dai media tedeschi, le Kessler avevano pianificato da mesi la loro morte, rivolgendosi alla “Deutsche Gesellschaft fur Humanes Sterben” (Dghs), associazione che offre supporto per il suicidio assistito. Hanno scelto di andarsene insieme, nello stesso giorno, accompagnate da un avvocato e da una dottoressa. La loro decisione ha aperto un dibattito sul fine vita, ma anche mostrato la coerenza di due sorelle che hanno sempre vissuto in simbiosi e desideravano restare unite fino all’ultimo istante.
La notizia ha scosso profondamente colleghi e amici. Iva Zanicchi ha dichiarato di essere “sconvolta”, mentre Bruno Vespa ha parlato di “un lutto familiare”. Carlo Conti ha ricordato il loro rigore e la serietà professionale. Klaus Davi ha sottolineato come le gemelle abbiano contribuito a “umanizzare la Germania post-bellica”, avvicinando i popoli più di molti politici.
La morte delle Kessler segna la fine di un’epoca della televisione italiana ed europea. Non erano solo ballerine e cantanti: erano simboli di eleganza, ironia e professionalità. La loro immagine rimane impressa come quella di due donne che hanno saputo reinventarsi e restare rilevanti per oltre mezzo secolo.
Insieme fino alla fine, le Kessler hanno lasciato un messaggio potente: la vita e l’arte possono essere vissute con grazia, e la libertà di scegliere il proprio destino è parte di quella stessa dignità.

Angela Amendola 

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