La Turricula contro i bari
era una torre lancia dadi. Veniva usata dai Romani per evitare manipolazioni nel lancio. Infatti il dado veniva inserito dall’alto e, grazie a delle lamine oblique poste all’interno, prima di uscire dal basso, compiva numerose rotazioni, evitando così che qualcuno potesse barare.
Marziale, in un suo epigramma intitolato proprio “turricula”, conferma l’impossibilità di ingannare questo bossolo:
“Turricula. Quae scit compositos manus improba mittere talos, Si per me misit, nil nisi vota feret””La Torre lancia dadi. La mano disonesta che sa lanciare dadi truccati, se lancia tramite me, non otterrà null’altro che speranze”.

Nell’immagine una turricula di bronzo del IV sec. d.C., alta 21 cm, al Landesmuseum di Bonn.
Le scritte sul davanti sono composte da parole di sei lettere:
“Pictos victos, Hostis deleta, Ludite securi: I Pitti sono stati vinti, il nemico sconfitto, giocate tranquilli.”

Antonella Ariosto

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