Conosci la sindrome dell’ ape e del male fatto agli altri?
Tempo fa ho letto che le api hanno un pungiglione come la punta di una freccia, quando attaccano un essere umano o un animale, il pungiglione entra nella pelle e non fuoriesce, perché il pungiglione rimane all’interno della “vittima”.
Quando le api cercano di volare via, il sacchetto velenoso e parte del loro intestino si strappano.
Le api moriranno poco dopo a causa di questa mutilazione.
L’attacco dell’ ape molto doloroso per la “vittima”, all’ape costa la vita.

Con l’essere umano accade qualcosa di simile: chi vive continuamente cercando di attaccare le persone attraverso pettegolezzi, intrighi, instillando odio, vomitando risentimenti e calunnie, potrà infastidire momentaneamente la “vittima”, ma finirà per essere vittima della sua stessa malvagità.
Anche se ti hanno fatto del male, tu vai avanti, non arrenderti, perdona e lascia che il tempo faccia giustizia.
Uno scritto che fa molto riflettere, perché spesso ci sentiamo vittime e non riusciamo a perdonare nonostante il passare del tempo.
C’è una bella differenza tra perdonare e dimenticare.Perdono e vado avanti perché voglio farlo, ma ciò che ha fatto male ha lasciato delle cicatrici che non se ne andranno mai.Forse non faranno più male, ma resteranno li a ricordare che dare troppa fiducia, troppo amore, troppo affetto, essere sempre presenti, a volte possono diventare errori e gli errori, spesso, si pagano cari.
Così proseguiamo il cammino della vita spesso con un peso notevole che non ci abbandona …facile suggerire di dimenticare, di perdonare e guardare avanti, difficile poi nella quotidianità riuscirci.
Una significativa e profonda canzone del bravissimo cantautore Tiziano Ferro :

Dal mio libro “Nina e i suoi voli”:
“Nina amava Castel Sant’Angelo amava gli angeli che dal Ponte Sant’Angelo si affacciavano sul Tevere.
Quanti ricordi, quante foto con le amiche di allora, un trio apparentemente indistruttibile.
Nina era triste adesso e Remo le fu subito accanto, lui non l’avrebbe tradita mai, non l’avrebbe mai delusa..”
AVREI VOLUTO
Avrei voluto sorridere
leggendo lo stupore sul viso
di chi la mia fiducia
ha spesso tradito.
Io per amore,
per affetto
tanto sopporto,
ma quando il culmine raggiungo,
con tanta sofferenza,
chiudo e basta.
Indietro più non torno
avanti vado
verso una nuova strada
a testa alta
ma con il cuore deluso
gonfio d’amarezza.
Avrei voluto leggere
la stessa intensità
dei miei sentimenti
in tante persone
a me care.
Ora lo so
spesso mi sono sbagliata.
Avrei voluto
non avere nessuna domanda
per non dovere crollare a spietate risposte.
Oggi vorrei
fosse ancora ieri.
L’illusione di un tempo che mai finirà.
Avrei voluto amarmi
un giorno forse
ci riuscirò.
Antonella Ariosto
Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:







Bellissima similitudine, fra il morso dell’ape e la cattiveria umana. Emerge molta sofferenza in questo articolo, anche nella canzone e nella poesia, che ti portano a riflettere sull’esistere. Anche questo tema è stato trattato con profondità e maestria.
Una sensibilità che viene percepita da chi ha sensibilità equivalente..grazie Sara
Sempre bello leggere le tue riflessioni, riesci a raggiungere i meandri più profondi dell’anima, sempre con garbo e la leggerezza, tipico delle persone belle e sensate, come sei tu Antonella.
Un abbraccio da un tuo amico e profondo estimatore, Massimo.
Grazie Massimo,sei un caro amico e inoltre una poeta con un ‘anima attenta e sensibile Grazie di esserci
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