I capelli di Brigitte Bardot (BB) hanno segnato un’epoca di rivoluzioni come furono gli anni Sessanta.

Nel 1953 una “BB” appena maggiorenne era solita sfoggiare una lunga coda di cavallo con una frangia prominente a ciuffo, come voleva la moda del periodo.

Ma a chi si ispirò Brigitte?

Dove vide per la prima volta colei che ispirò la sua acconciatura? 

E chi era la ragazza con la coda di cavallo che ispirò Picasso?

Sylvette Davis non sapeva ancora che il proprio look a “Coda di Cavallo” sarebbe arrivato a influenzare persino Brigitte Bardot.

Sylvette è il titolo di un ritratto dipinto da Pablo Picasso, che rappresenta una giovane donna con i capelli raccolti e la coda di cavallo.

Il modello del dipinto, Lydia Sylvette David, era una ragazza francese di 19 anni, figlia di un gallerista parigino, che durante l’estate del 1953, lavorava in uno studio di ceramica, nei pressi dell’atelier di Picasso, a Vallauris.

Trovandola moto attraente, Picasso dipinse ben 40 opere ispirate da lei.

Il ritratto di Sylvette del 2 maggio 1954 è uno degli ultimi di una lunga serie. Sylvette è stata la modella che ha ispirato all’artista la statua collocata a Chicago.

Era giovane e bella Sylvette David, nel 1954, ma non era sexy, anzi era una diciannovenne piuttosto timida, cresciuta con una madre anticonformista, che le aveva fatto passare l’infanzia su un’isola di nudisti, in Costa Azzurra, in totale libertà.

Nel 1954 Sylvette viveva a Vallauris, in Costa Azzurra, dove la madre faceva ceramiche, e il suo fidanzato inglese, faceva sculture e oggetti.

A Vallarius viveva anche Pablo Picasso, che stava attraversando un periodo personale difficile perché la sua compagna, Françoise Gilot, madre di due dei suoi figli, lo stava lasciando.

Sylvette, che aveva avuto un’educazione a suo dire “semplice” perchè in casa non c’erano né libri né televisione non sapeva nulla di Picasso, se non che era un pittore “locale”.

Non immaginava di avere come vicino di casa un artista di fama mondiale.

In quell’estate quasi per caso, Sylvette divenne la musa del grande pittore spagnolo, la donna cui fece il maggior numero di ritratti.

Eppure tutte le opere dalla “ragazza con la coda di cavallo”sono diventate quasi secondarie e la musa ispiratrice dimenticata. 

Ogni giorno Sylvette passava davanti allo studio di Picasso, con la sua inconfondibile “coda.”

Fu proprio quella coda di cavallo ad affascinare Picasso, che un giorno, mentre la ragazza era seduta in una terrazza insieme ad alcuni amici, uscì dal suo studio con in mano uno schizzo, era proprio Sylvette, dipinta.

La ragazza, andò nello studio di Picasso, che le chiese di posare per lui.

La sorpresa di Sylvette fu grande perché si stimava “carina” ma non certo bella e si meravigliò della richiesta.

Per tre mesi la ragazza fece da modella a Picasso, passando ore seduta su una sedia a dondolo, mentre lui disegnava, dipingeva o scolpiva il suo volto.

Parlava poco il malinconico Picasso, ma il suo modo di guardarla faceva sentire speciale Sylvette, infondendo sicurezza in una ragazza “timida e chiusa”.

Un Picasso paterno, diverso da quell’uomo egoista e misogino dipinto dalle sue due mogli e dalle tanti amanti…

Ma Sylvette non fece parte della lunga schiera di donne che caddero ai piedi del grande artista, lei fu solo una modella riservata e silenziosa, ma ne riuscì a conoscere il suo lato migliore.

Angela Amendola 

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