Negli ultimi periodi molto spesso si parla di psicosomatica, collegamento tra mente e corpo, capacità di ascoltarsi, capire dove possono annidarsi le cause di insoddisfazione, fastidio, tensione.

Anche io, incuriosita dall’argomento, sono andata ad un convegno di Pino Tartaglia, psicologo, specializzato in psicosomatica a meditazione corporea.

Sono infatti sempre più numerosi i medici e i terapeuti che, insieme alla cura del malanno, consigliano un atteggiamento definito olistico, la capacità di ascoltarsi, capire dove possono annidarsi le cause di insoddisfazione, fastidio, tensione.

È riconosciuta, quindi, l’influenza emotiva sulla nostra salute e benessere individuale.

Stati d’animo, sentimenti negativi, situazioni irrisolte, a lungo andare si trasformano in una malattia e quello che non riusciamo ad esprimere quando ad esempio abbiamo un problema, o viviamo una situazione stressante, produce poi effetti sul nostro corpo.

Di conseguenza tutto ciò che la mente non risolve così come noi pensiamo vada risolto,  che non riusciamo quindi a gestire, può trasformarsi in una malattia.

Quello che non riusciamo ad esprimere quando ad esempio abbiamo un problema, o viviamo una situazione stressante, produce poi effetti sul nostro corpo.

La psicosomatica mette in stretta relazione la dipendenza tra stato psicologico ed emotivo e benessere generale del corpo, mente e salute.
Ecco perché questo approccio tende a valutare l’essere umano come un insieme di fattori che fra loro scambiano informazioni e risorse durante gli eventi della vita.

Così, ad esempio, forme di ipertensione, colite, eczemi, tremori, asma… sono ormai riconosciute come patologie psicosomatiche.

Le origini delle nostre malattie, quindi, sono da rintracciarsi nella nostra mente, in una motivazione psicologica, come stress prolungato, incapacità a risolvere un problema in base a come noi riteniamo vada risolto, continua frustrazione in relazione ai nostri livelli attesi di soddisfazione.

Molti studiosi del ramo, come ad esempio Reich, sostengono che i processi biologici seguono un doppio binario di carico e scarico.
Quindi, quando non riusciamo a scaricare la nostra mente, a liberarci di pesi e situazioni negative, il nostro organismo comincia appunto a somatizzare.
Al principio formerà una sorta di corazza protettiva, ma a lungo andare, questa situazione di continuo carico, manifesterà i suoi sintomi direttamente attraverso il corpo.

Se è vero che ciò che non sappiamo gestire si trasforma in malattia, individuare il problema può già essere un primo, grande passo.
Di certo diversi suggerimenti portano ad avere uno stile di vita più semplice, ad abbassare i propri livelli attesi e, soprattutto, a contatto con la natura.

È di pochi mesi fa la notizia dell’inaugurazione, in Norvegia, del primo ospedale nel bosco.

Un centro simile ad un villaggio con piccole unità immerse nelle foreste del Nord, in grado di portare i pazienti in un ambiente, la natura, ricco di risorse e di benessere.

Il primo soggetto che deve lavorare su se stesso, afferma il direttore sanitario, è il paziente stesso!

Primo passo per risolvere i nostri malanni, è affrontare il proprio atteggiamento verso ogni problema.
Ciò che la tua mente non risolve, il tuo corpo lo trasforma in malattia.
Quindi dobbiamo ascoltarci e comprendere cosa ci è possibile raggiungere e cosa lasciare scorrere.

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Maria Grazia Del Franco
Sono nata a Napoli. Laureata in lettere moderne, ho coltivato fin da ragazza la passione per la scrittura, sempre con un occhio attento agli episodi che si verificavano nella società. Spinta da un amico d’infanzia, ho iniziato a scrivere, partecipato e vinto vari premi letterari con alcune poesie (“a mia madre” e “l’ultimo desiderio”). Sono socia di “Accademia Edizioni ed Eventi”, gruppo di autori ed artisti che con certosina pazienza, danno spazio alla cultura, organizzando anche eventi e contribuendo alla diffusione dell'arte e del talento. Collaboro alla rivista SCREPmagazine con la rubrica ”LEGGIAMO INSIEME”...e non solo...

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