La prima donna laureata al Mondo proviene dal nostro Paese.

Un orgoglio italiano che la maggioranza di noi, probabilmente, nemmeno lo sa.
Lei si chiama Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, è nata a Venezia iI 5 giugno 1646 ed è la quinta di sette figli.

I suoi genitori erano il patrizio Giovanni Battista Cornaro e Zanetta, una donna di umili origini.

Giovanni Battista Cornaro, illuminato mecenate e padre anticonvenzionale, infatti, aveva sfidato l’allora pettegola e chiusa società veneziana vivendo con una donna di classe inferiore alla sua, con la quale è rimasto accanto per tutta la vita.

Elena ha soltanto 10 anni quando sceglie di rifiutare il matrimonio e di restare vergine per consacrarsi allo studio e alla passione intellettuale.

Nella Venezia della metà del ‘600, quando alle donne era consentito soltanto il matrimonio o il velo, Elena intraprese un cammino nuovo, solitario, quasi scandaloso.

Studia lo spagnolo, il francese, l’ebraico, l’arabo, per poi dedicarsi alla filosofia e alla teologia.

Dopo essersi iscritta all’Università, Elena trova una spiacevole sorpresa nel momento in cui presenta regolare domanda di ammissione alla laurea: a una donna, infatti, non era concesso ricevere il titolo di dottore in teologia.

E fu Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova, a bloccare tutto, essendo una donna inferiore rispetto all’uomo in quanto non capace di ragionamenti difficili: una donna, quindi, non poteva ricevere un titolo di laurea.

E così inizia una lunga polemica tra lo Studio di Padova, che aveva acconsentito alla laurea, e il cardinale Barbarigo.

Fino a quando, il 25 Giugno del 1678, all’età di 32 anni, Elena ottiene finalmente la sua laurea: gliela concedono, però, in filosofia (magistra philosophiae), non in teologia, anche se non poté, in quanto donna, esercitare l’insegnamento.

La cerimonia di proclamazione restò negli annali: l’aula era talmente piena che la cerimonia dovette essere spostata in uno spazio più grande.

Per lei, che già da piccola aveva deciso di rinunciare al matrimonio e di restare vergine, il destino ha avuto in serbo per lei un imprevisto: l’incontro con l’erudito arabo Humar ibn al-Farid, inviato dal conte spagnolo Olivares a studiare l’ordinamento della ricchissima biblioteca del Cornaro.

Tra i due si accende una passione violentissima quanto silenziosa, proprio grazie al loro comune amore per il sapere.

E’ un sentimento impossibile e mai apertamente dichiarato, ma che resterà in eterno e che si è rivelato di grande supporto negli anni difficili che Elena ha dovuto affrontare.

La vita passata sui libri, però, presenta il  conto: è il 1684 quando Elena muore, a soli 38 anni, per una grave malattia.

Aveva disposto che fossero distrutti tutti i suoi manoscritti, e le poche carte restanti, consistenti in discorsi di argomento morale e religioso, e in alcune poesie, furono pubblicate postume.

Angela Amendola

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